Malta, resta in carcere il 15enne italiano
Resta in carcere a Malta il 15enne italiano, originario di Bari, detenuto dallo scorso 25 maggio e accusato di aver provocato un allarme bomba nella scuola maltese che frequentava.
La decisione sulla possibile concessione della libertà su cauzione è stata rinviata al prossimo 30 settembre, quando davanti al tribunale de La Valletta sarà ascoltato l’ultimo testimone chiave dell’accusa.
Il rinvio è arrivato al termine della quarta udienza preliminare dedicata alla raccolta delle prove. La vicenda continua quindi a tenere alta l’attenzione anche in Italia, soprattutto per le condizioni di detenzione del giovane.
Il 15enne ancora in isolamento
Nel corso dell’udienza, il magistrato ha inoltre disposto la nomina di un perito imparziale d’ufficio con il compito di valutare le ragioni per cui il minore si trovi ancora sottoposto a un regime di rigido isolamento.
Una decisione che arriva dopo le preoccupazioni sollevate sulla particolare condizione detentiva del ragazzo, che si trova in carcere da oltre tre mesi nonostante la giovane età.
Durante la seduta hanno deposto in aula un ispettore di polizia, la psicologa dell’istituto e un compagno di scuola del 15enne, arrivato in tribunale accompagnato dal padre.
Presente anche il console italiano
A seguire l’udienza c’era anche la rappresentanza diplomatica italiana. In tribunale era infatti presente il console italiano Santo Purello, in rappresentanza dell’ambasciatrice italiana a Malta Valentina Setta.
Presenti inoltre i genitori del ragazzo e uno dei legali della famiglia, l’avvocato Clint Tabone.
La vicenda giudiziaria proseguirà dunque il prossimo 30 settembre, quando è attesa la testimonianza dell’ultimo teste ritenuto determinante per l’accusa. Soltanto successivamente il tribunale maltese potrà valutare la richiesta di libertà su cauzione.
L’attenzione dell’Italia sulle condizioni del minore
Il caso sta assumendo particolare rilevanza anche sul piano dell’assistenza consolare agli italiani detenuti all’estero, considerata la giovane età dell’imputato e la durata della detenzione.
Per la famiglia resta centrale soprattutto la questione delle condizioni di detenzione e dell’isolamento, sulla quale il tribunale ha deciso di acquisire una valutazione tecnica indipendente.
La prossima udienza rappresenterà quindi un passaggio importante sia per l’evoluzione del procedimento giudiziario sia per la possibilità che il 15enne possa ottenere la libertà su cauzione in attesa degli ulteriori sviluppi del caso.































