Nei primi mesi del 2013 il processo di rientro dell’inflazione ha subito un’accelerazione. In base all’indice nazionale per l’intera collettivita’ – secondo l’Istat -, la crescita annua dei prezzi al consumo in aprile ha raggiunto l’1,2% con una riduzione di 2,1 punti percentuali in un anno. Tale risultato rispecchia da una parte il riassorbimento degli effetti degli aumenti delle aliquote relative alle imposte indirette per effetto della manovra di finanza pubblica del settembre 2011, dall’altra, la riduzione delle spinte al rialzo provenienti dalle materie prime. Larga parte della discesa dell’inflazione e’, infatti, ascrivibile al rallentamento dei prezzi delle voci connesse con i ribassi delle quotazioni del petrolio, in atto dalla meta’ di febbraio. L’apporto alla disinflazione dei prodotti alimentari e’ viceversa rimasto contenuto, risentendo dell’accelerazione registrata a inizio 2013 dalla componente dei prodotti non trasformati. Nei prossimi mesi, in presenza di andamenti moderati delle componenti interne dei costi – secondo l’Istat -, la riduzione del tasso di inflazione potrebbe essere frenata dall’aumento di un punto (dal 21 al 22%) dell’aliquota ordinaria dell’Iva previsto, a normativa invariata, per luglio 2013. La mancanza di segnali di recupero per la domanda di consumo potrebbe, tuttavia, rappresentare un ostacolo alla immediata e completa traslazione dell’incremento dell’aliquota sui prezzi finali.
Nei primi mesi del 2013 il processo di rientro dell’inflazione ha subito un’accelerazione. In base all’indice nazionale per l’intera collettivita’ – secondo l’Istat -, la crescita annua dei prezzi al consumo in aprile ha raggiunto l’1,2% con una riduzione di 2,1 punti percentuali in un anno. Tale risultato rispecchia da una parte il riassorbimento degli effetti degli aumenti delle aliquote relative alle imposte indirette per effetto della manovra di finanza pubblica del settembre 2011, dall’altra, la riduzione delle spinte al rialzo provenienti dalle materie prime. Larga parte della discesa dell’inflazione e’, infatti, ascrivibile al rallentamento dei prezzi delle voci connesse con i ribassi delle quotazioni del petrolio, in atto dalla meta’ di febbraio. L’apporto alla disinflazione dei prodotti alimentari e’ viceversa rimasto contenuto, risentendo dell’accelerazione registrata a inizio 2013 dalla componente dei prodotti non trasformati. Nei prossimi mesi, in presenza di andamenti moderati delle componenti interne dei costi – secondo l’Istat -, la riduzione del tasso di inflazione potrebbe essere frenata dall’aumento di un punto (dal 21 al 22%) dell’aliquota ordinaria dell’Iva previsto, a normativa invariata, per luglio 2013. La mancanza di segnali di recupero per la domanda di consumo potrebbe, tuttavia, rappresentare un ostacolo alla immediata e completa traslazione dell’incremento dell’aliquota sui prezzi finali.
































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