Immigrati, Renzi ribadisce: Italia pronta a fare da sé, ma Ue non sia cieca

Italian Prime Minister Matteo Renzi gestures before the intergovernmental summit Italy-Algeria on May 27, 2015 at Villa Madama, west of Rome. AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO

Matteo Renzi, alla vigilia del consiglio europeo, in un intervento pubblicato sulla Stampa e su diversi quotidiani europei (El Pais, The Guardian, Le Monde, Süddeutsche Zeitung, Gazeta), assicura: se necessario, l’Italia farà fronte "da sola" all’emergenza profughi facendo a meno dell’aiuto dell’Unione Europea, ma è l’Europa a non potersi permettere di ignorare "il Mediterraneo che brucia" e "i bambini che affogano".

Il ragionamento del presidente del Consiglio continua: "La domanda di pace e di cibo che costringe migliaia di donne e uomini, talvolta con i loro bambini, a rischiare la morte per raggiungere l`Europa, non è iniziata oggi, non finirà domani. Chi si illude di fermarla con un tweet o un post su Facebook vive in una realtà parallela. La storia dell`umanità è segnata dai flussi migratori e solo la paura può permettere alla superficialità demagogica e talvolta razzista di abitare la politica europea con sempre maggiore forza. Al punto da essere decisiva in alcune elezioni politiche. Ma alla paura si deve rispondere con il coraggio della politica, non inseguendo chi ogni giorno si concede alla pura demagogia".

Renzi rende omaggio a quelli che chiama "gli angeli del mare" che "stanno rendendo l’Europa un posto migliore", "le donne e agli uomini, militari e civili, che in queste ore stanno scrivendo una storia di solidarietà e coraggio permettendo a questi nostri fratelli e sorelle di rimanere in vita". Come fecero nel 1966 "gli angeli del fango" dopo l’alluvione di Firenze.

Quindi, "il problema di oggi – sottolinea il capo del governo – non è come farà l`Italia a far fronte all`emergenza, da sola. Siamo un grande Paese che non si lascia andare a scene di isteria perché in un anno arriva qualche migliaio di profughi in più. Se costretti a fare da soli, non ci tireremo indietro. Non rinunceremo a salvare nemmeno una vita, perché abbiamo sulle nostre spalle secoli di civiltà ai quali non rinunciamo per un punto di gradimento: la vita vale più di un sondaggio. Ma avere una risposta europea serve innanzitutto all`Europa, prima che all`Italia. L`Italia può persino permettersi di fare tutto da sola nel Mediterraneo. È l`Europa che non può permetterselo. Questo è il punto politico. È l`Europa che deve dimostrare quali sono i valori in cui crede. L`Europa non è un insieme di vincoli economici, è una comunità di anime, di destino, di ideali. Se questa comunanza viene meno, perdiamo l`identità europea”.

"Il bivio oggi – conclude Renzi – è decidere se il problema del Mediterraneo riguarda tutti o solo i Paesi più vicini. Se prevalgono solidarietà e responsabilità, le soluzioni si trovano: il numero dei cittadini da accogliere altrove, le operazioni di identificazione e di riammissione, la copertura economica. Se invece prevale l`egoismo o la paura, rischiamo di perdere la stessa idea dell`Europa. Per la mia generazione l`identità europea nasce col simbolo del crollo del muro di Berlino: allora avevo 14 anni. Oggi 14 anni ce li ha mio figlio e non voglio che il simbolo dell`identità europea per lui sia un muro fisico tra Ungheria e Serbia o il muro di diffidenza tra i Paesi dell`Europa. Regole chiare, da rispettare. Chi ha diritto sia accolto, chi non ha diritto sia riaccompagnato a casa. Tutti però siano salvati e aiutati".

Nell’aula del Senato durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 25 e 26 giugno 2015, Renzi ribadisce: “C’è bisogno che l’Italia viva la discussione europea con maggiore protagonismo. Dobbiamo individuare luoghi di riflessione, dell’Università e della ricerca. C’è bisogno di raccontare sulla stampa internazionale, e dare il messaggio che senza la voce dell’Italia la discussione economica europea è meno forte".

"Negli ultimi 4 anni ci siamo preoccupati di portare a casa la pelle. Oggi c’è la necessità che l’Italia, coerente con la propria storia, possa far sentire sempre più la propria voce nel dibattito politico ed economico europeo". "Sul tema dell’innovazione in questi 15 anni l’Europa ha mancato il colpo", ha detto Renzi, sottolineando dunque la necessità di un maggior protagonismo italiano.