La Camera dei deputati ha approvato l’emendamento della maggioranza alla riforma della legge elettorale che ridisegna il sistema di voto della Circoscrizione Estero, introducendo importanti modifiche alla rappresentanza parlamentare degli italiani residenti fuori dai confini nazionali.
Il provvedimento, che ha già scatenato un acceso confronto politico, riduce il numero delle ripartizioni geografiche per l’elezione della Camera, istituisce un collegio unico mondiale per il Senato e modifica anche il sistema delle preferenze e l’organizzazione dello scrutinio del voto all’estero.
Nel caso del Senato, la circoscrizione comprenderà tutti gli italiani nel mondo. Un unico collegio, quindi. Verranno eletti quattro senatori e ognuno di loro rappresenterà tutti gli italiani residenti all’estero, dovunque siano nel mondo, diventando così una sorta di super senatore planetario.
Ve lo ricordate Star Wars? Ogni pianeta membro della Repubblica mandava un suo rappresentante (il senatore planetario appunto) a discutere le leggi nella capitale Coruscant. E’ un po’ quello che rappresenterà ogni senatore eletto all’estero: il mondo intero, per non dire il pianeta Terra.
Battute a parte, ecco tutte le novità.
Come cambia la Circoscrizione Estero
Con il via libera di Montecitorio, le attuali quattro ripartizioni della Camera vengono ridotte a due:
- Europa (comprensiva dei territori asiatici della Federazione Russa e della Turchia);
- Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide.
Per il Senato, invece, viene introdotta un’unica circoscrizione mondiale che comprenderà tutti gli italiani residenti all’estero.
La riforma interviene anche sul sistema delle preferenze.
Per l’elezione della Camera sarà possibile esprimere:
- una preferenza nelle ripartizioni alle quali è assegnato un solo deputato;
- due preferenze nelle ripartizioni con almeno due seggi.
Per il Senato saranno invece sempre previste due preferenze.
Contestualmente vengono riorganizzati gli uffici elettorali incaricati dello scrutinio del voto all’estero e ridefinite le modalità di presentazione delle liste.
La maggioranza: “Necessario adeguarsi al taglio dei parlamentari”
A difendere la riforma è stato il relatore del provvedimento, Angelo Rossi (Fratelli d’Italia).
Secondo Rossi, l’intervento nasce dalla necessità di adeguare la legge elettorale alla riduzione del numero dei parlamentari introdotta nella scorsa legislatura.
«La riduzione dei parlamentari ha purtroppo ridotto la rappresentanza e trasformato le ripartizioni da proporzionali a maggioritari uninominali. In questo momento non c’è uguaglianza di rappresentanza», ha spiegato il relatore, sostenendo che la nuova disciplina consentirà di riequilibrare il peso del voto degli italiani residenti all’estero.
Le opposizioni: “Si cancella la rappresentanza degli italiani nel mondo”
Durissima, invece, la reazione del Partito Democratico e dei parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero.
Secondo le opposizioni, la riforma non migliora il sistema ma modifica gli equilibri della rappresentanza per ragioni esclusivamente politiche.
Il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera Toni Ricciardi ha attaccato duramente la maggioranza.
«Chissà cosa penserebbe di voi Mirko Tremaglia. Siete i figli illegittimi di Donald Trump, perché dove non riuscite con i voti cambiate i collegi e le circoscrizioni», ha dichiarato, accusando il centrodestra di riscrivere le regole del gioco per compensare una presunta difficoltà di radicamento nelle comunità italiane all’estero.
Anche Nicola Carè ha parlato di una riforma costruita per favorire la maggioranza.
«Non state accorpando circoscrizioni, state cancellando territori e mutilando un diritto costituzionale», ha affermato il deputato, sostenendo che gli italiani residenti oltre confine «non dimenticheranno e vi faranno pagare democraticamente questa scelta».
Molto critico anche Christian Di Sanzo, deputato eletto in Nord e Centro America.
«Oggi si sta compiendo un errore grave, cancellando le attuali ripartizioni come se fosse possibile rappresentare contemporaneamente tutto il mondo senza una presenza costante sui territori», ha dichiarato, aggiungendo che a pagare il prezzo più alto saranno proprio le comunità italiane all’estero.
Per Fabio Porta, infine, la riforma dimostra «la vera natura del provvedimento», pensato «per garantire qualche seggio in più a chi oggi governa».
Il parlamentare dem ha inoltre denunciato che la Circoscrizione Estero finirà per trasformarsi in «un globo terracqueo», esprimendo anche preoccupazione per un possibile aumento del rischio di brogli elettorali.
Nessun commento dagli eletti del centrodestra all’estero
Al termine del voto non sono invece arrivate dichiarazioni da parte dei parlamentari della maggioranza eletti nella Circoscrizione Estero.





























