Grecia, Di Battista (M5S): referendum anti-euro? Noi non molliamo

Reduce dalla trasferta ad Atene, Alessandro Di Battista, deputato di M5S, vicepresidente della commissione Affari esteri di Montecitorio e membro del direttorio pentastellato, spiega in una intervista ad Avvenire che "tutto quello che si teme con il ritorno alla dracma – aumento della disoccupazione, tagli ai salari, banche senza soldi e diminuzione dei servizi – sta già avvenendo con l’euro. Sono convinto che la Grecia non potrà mai risollevarsi sul serio se sarà costretta a restare nei vincoli di bilancio e di Unione monetaria che non permettono un briciolo di autonomia a nessun governo in Europa", "io penso che l’attuale moneta unica e l’austerità siano due facce della stessa medaglia. Non si può sconfiggere davvero la seconda, mantenendo la prima. Questo non è l’euro, ma il marco. La Grecia e l’Italia, avendo abbandonato le loro rispettive monete, sono state indebolite dalla Germania. Certo, noi abbiamo un tessuto industriale che nel Paese ellenico non c’è. Ma non dimentichiamoci che, da quando è entrato in vigore l’euro, l’Italia ha perso il 25% della produzione a vantaggio proprio dell’industria tedesca".

Dopo che il Senato ha respinto la richiesta di M5S di discussione urgente della proposta di referendum per uscire dall’euro aggiunge: "Non molleremo di un centimetro, perché quella in cui ci troviamo oggi è un’Europa lontana anni luce dal progetto dei nostri padri fondatori. Trovo assurdo che ci si scandalizzi di più dell’idea di rivedere trattati firmati senza il placet dei cittadini, piuttosto che delle condizioni di povertà assoluta che ci sono in Grecia ma anche in molte zone d’Italia, specie nel Sud", "bisogna dare la parola agli elettori. Con il voto di domenica, per la prima volta un governo ha fatto decidere i cittadini su una questione così importante. È questa l’eredità più preziosa che la questione greca, al di là di come finirà, lascia agli altri Stati membri".