Si parla tanto di un’esigenza di "stabilità". Questo "mantra" è ripetuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da vari esponenti della politica e da personalità del mondo dell’economia. Però, ad oggi, questa "stabilità" non ha portato null’altro che immobilismo. A parte qualche singolo provvedimento apprezzabile, il Governo non ha fatto molto e quello che ha fatto è stato in parte deleterio. Basti pensare alla questione della chiusura delle ambasciate, a quella che riguarda i due marò prigionieri in India e alla mancata riforma del fisco, una riforma che avrebbe dovuto fare calare le tasse. Le grandi riforme promesse non sono state fatte.
Non è stata fatta neppure la riforma della legge elettorale, il cui cammino va avanti a "stop and go". Sembra quasi che si voglia mantenere lo status quo, che non si voglia fare sì che l’Italia possa cambiare e migliorarsi. Così, la politica ne esce sconfitta. Ne esce sconfitta di fronte alla finanza, come di fronte alla magistratura.
Il fatto che si ricorra molto ai tribunali e che molti provvedimenti avvengano dopo delle sentenze lo dimostra. Questa non è stabilità ma immobilismo. Per questo dico che è meglio che si vada a votare alla svelta. Intanto, la disoccupazione aumenta, le aziende continuano a chiudere e le famiglie soffrono. L’Italia sta morendo.
































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