Forza Italia all’estero, con Vittorio Pessina torna la speranza – di Ricky Filosa

Ci avevano tolto anche quella, la speranza. Coloro che hanno gestito negli ultimi anni il dipartimento Italiani nel mondo di Forza Italia lo hanno fatto in maniera disastrosa. Arroganza, presunzione, egoismo e in qualche caso anche maleducazione, hanno allontanato nel corso del tempo anche chi in Silvio Berlusconi ha sempre creduto ciecamente, anche coloro che, oggi come ieri, hanno i valori del centrodestra stampati nel proprio Dna.

Gli azzurri oltre confine si sono pian piano spenti; il loro rapporto con Roma e con il partito si è logorato giorno dopo giorno sempre di più. Via dell’Umiltà era sorda alle richieste dei connazionali e dei propri coordinatori esteri sul territorio, che non chiedevano altro se non un po’ di attenzione per le comunità residenti oltre confine, per i temi legati al mondo dell’emigrazione. Un amore, quello nei confronti del partito, che con l’andare del tempo si è trasformato in rabbia e delusione.

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Un tremendo senso di impotenza ha messo quei tanti militanti azzurri (io ne so qualcosa) di fronte al muro di gomma di via dell’Umiltà, tanto che molti di loro hanno finalmente preso atto che per Forza Italia gli italiani all’estero erano un capitolo chiuso e che quindi era meglio guardarsi intorno, cercare altri strumenti per continuare a difendere gli interessi degli italiani nel mondo residenti nei cinque continenti.

Vale la pena ricordare ancora una volta che questo distacco tra Fi e gli italiani all’estero si è reso quanto mai evidente alle ultime elezioni politiche: persi oltre 250mila voti nel mondo, da 7 parlamentari eletti oltre confine si è passati a uno soltanto. Una vera strage.

MAIE E FORZA ITALIA VICINI VICINI

Dalle ultime politiche, sembra già trascorso un tempo eterno. Mentre sembra ieri che Dario Rivolta provava a portare avanti gli Azzurri nel Mondo e a farli crescere oltre confine, nonostante le tante difficoltà che, anche allora, non mancavano. Da Rivolta in poi, ne abbiamo visti diversi seduti sulla poltrona del coordinatore di Forza Italia all’estero, ma nessuno di loro ha brillato per risultati. Soprattutto, nessuno di loro ha mai avuto il giusto sostegno dal partito. Come si può pretendere di rivolgersi a oltre 4 milioni di italiani all’estero – con diritto di voto – non avendo strumenti e risorse, economiche e umane, a disposizione? E’ ovvio che si tratta di una missione impossibile.

Veniamo a noi. Tempo presente. Vittorio Pessina è già da qualche mese coordinatore per gli italiani all’estero di Forza Italia. Sul nostro quotidiano online lo abbiamo seguito fin dall’inizio. Abbiamo commentato la sua nomina, lo abbiamo intervistato, gli abbiamo augurato un buon lavoro e allo stesso tempo lo abbiamo avvertito: non sarà impresa facile nè breve recuperare il consenso perduto. Pessina ha dimostrato di avere chiaro in mente il problema. Così, sapendo che nessuno ha la bacchetta magica, neppure lui, che con Silvio Berlusconi e i big del partito ha un rapporto privilegiato, una sorta di corsia preferenziale, Pessina si è messo a lavorare a testa bassa e anche mentre gli altri si godevano le ferie, durante l’estate ha portato avanti incontri politici e istituzionali per cercare di capire, prima di ogni altra cosa, quale fosse la fotografia aggiornata di Forza Italia nel mondo. Immagino che avendo preso atto della situazione si sia messo le mani nei capelli. Ma sono anche certo che un minuto dopo si è rimboccato le maniche e si è imposto di mettersi all’opera per portare a casa gli obiettivi. Uno alla volta, senza avere troppa fretta, ascoltando e ragionando con tutte quelle persone che, storicamente, hanno fatto parte di un mondo azzurro che oggi non esiste più, o esiste solo in minima parte, ma che potrebbe essere ricostruito.

Ecco, a chi è nato berlusconiano e in fondo lo resterà sempre, Vittorio Pessina riaccende la speranza. Con lui torna la speranza di chi vuole un centrodestra italiano forte, anche oltre confine, e di chi vuole dare il proprio contributo affinchè il sogno possa tornare a diventare realtà. I leader passano, non così le idee e i valori: Berlusconi, Salvini o chi altri, ormai interessa poco. Si parta dalle convinzioni e dai programmi da condividere.

Pessina negli ultimi mesi ha già viaggiato in diverse città (Parigi, Istanbul, New York) e sarà nella Repubblica Dominicana durante la pausa natalizia. Un’occasione, per lui, per riposarsi, rilassarsi un po’ al sole dei Caraibi, ma anche per incontrare esponenti della comunità italiana locale e delle istituzioni diplomatiche tricolori. A fine anno l’ambasciata italiana di Santo Domingo chiuderà i battenti. Vittorio lo sa. Pessina ha un ottimo rapporto con il ministro degli Esteri Gentiloni. Chissà che, anche grazie al contributo del senatore azzurro, si possa pensare a una riapertura della sede diplomatica in tempi relativamente brevi. Sappiamo che la comunità italiana residente nella RD se lo augura. E ce lo auguriamo con forza anche noi.

Twitter @rickyfilosa