CORONAVIRUS | Aumentano i contagi, ma Azzolina assicura: “La scuola riapre il 14 settembre”

"Abbiamo il dovere morale di riaprire, e' una priorita' assoluta del governo”. E ancora: “La vita delle famiglie torna normale se i ragazzi la mattina possono andare a scuole e il pomeriggio studiare"

Crescono in Italia i contagi da coronavirus, soprattutto tra i giovani. L’età media dei nuovi contagiati è scesa a 30 anni, a causa della riapertura dei locali commerciali e della aumentata mobilità. Nonostante questo, la ministra per l’Istruzione Lucia Azzolina assicura: “Nessun rischio per l’apertura dell’anno scolastico”.

845 i contagi nelle ultime 24 ore, il dato piu’ alto dallo scorso 16 maggio. Ma Azzolina insiste: “Abbiamo il dovere morale di riaprire, e’ una priorita’ assoluta del governo”. E ancora: “La vita delle famiglie torna normale se i ragazzi la mattina possono andare a scuola”.

Mascherine, test sierologici, distanziamento, maggiori spazi e banchi monoposto sono le chiavi su cui si punta in vista del 14 settembre, data di avvio delle lezioni in tutta Italia tranne in Puglia e Sardegna, dove inizieranno qualche giorno piu’ tardi e in Lombardia dove le scuole dell’infanzia apriranno qualche giorno prima.

Sull’uso della mascherina, se la ministra dell’Istruzione Azzolina ha precisato: “Distribuiremo 11 milioni di mascherine al giorno ed abbiamo allargato le aule e cercato ulteriori spazi affinche’ gli studenti seduti al banco possano abbassarla”. Eppure ci sono alcuni presidenti di Regione e assessori che stanno protestando per l’uso a scuola. “Non possiamo chiedere ai nostri bambini di portare la mascherina per 8 ore al giorno, e’ una follia”, ha scritto il governatore ligure Giovanni Toti.

Attacca Matteo Salvini: “In Svizzera hanno riaperto le scuole e per i bimbi non c’e’ la mascherina. O sono scemi gli svizzeri o a dirigere la scuola italiana c’e’ un ministro incapace e incompetente”.

Intanto i dirigenti scolastici sono non poco preoccupati per le responsabilita’ civili e penali che potrebbero ricadere sulle loro teste e per le diffide che gia’ stanno ricevendo in queste ore. Paola Serafin, che rappresenta i dirigenti scolastici della Cisl, afferma: “La ripresa delle lezioni in presenza sta diventando una vera sfida per i dirigenti scolastici. Tra misurazioni dell’ampiezza delle aule, distanziamento, Dpi e gel, consegna ritardata dei banchi monoposto e ricerca di nuovi locali, i dirigenti scolastici sono gia’ oggetto di diffide varie da parte di famiglie che chiedono di non utilizzare le mascherine o, all’opposto, di utilizzarle sempre”.