Le ondate di calore estreme stanno diventando sempre più frequenti, intense e durature. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), l’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite, che evidenzia come il cambiamento climatico stia modificando in maniera sempre più evidente la frequenza e la durata degli episodi di caldo estremo.
Alcune aree dell’Europa stanno affrontando una nuova ondata di calore, in un’estate già segnata da siccità, incendi e temperature record.
“Il caldo estremo dura più a lungo”
“Il caldo estremo sta diventando più frequente, più intenso, dura più a lungo e interessa aree molto più vaste rispetto ai climi più freddi del passato”, ha dichiarato John Kennedy, responsabile dell’informazione climatica dell’OMM, durante una conferenza stampa a Ginevra.
Secondo l’organizzazione, l’attuale situazione rappresenta una delle manifestazioni più evidenti degli effetti del riscaldamento globale.
Non si tratta quindi soltanto di temperature più elevate, ma anche di periodi di caldo che tendono a protrarsi più a lungo e a interessare territori sempre più estesi.
Europa, il continente che si riscalda più rapidamente
Particolare attenzione è rivolta all’Europa, indicata dall’OMM come il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo.
L’attuale configurazione atmosferica europea è legata, secondo Kennedy, all’interazione tra un clima mediamente più caldo e una persistente configurazione di sistemi di alta pressione nell’emisfero settentrionale.
Gli anticicloni possono infatti contribuire a mantenere il calore intrappolato sulle stesse aree per periodi prolungati.
Perché l’alta pressione amplifica il caldo
I sistemi di alta pressione intrappolano l’aria calda, riducono la presenza di nuvole e ostacolano l’ingresso di masse d’aria più fredde.
Il risultato è un progressivo accumulo di calore che può interessare vaste regioni e protrarsi per giorni o addirittura settimane.
Questa dinamica contribuisce a spiegare perché le ondate di calore possano diventare particolarmente persistenti e perché le temperature elevate siano accompagnate da condizioni di siccità e da un maggiore rischio di incendi.
El Niño non è la causa del caldo europeo
L’OMM ha inoltre precisato che quest’anno El Niño non ha contribuito all’ondata di caldo in Europa.
Le condizioni nel Pacifico tropicale sono infatti attualmente neutrali.
Il caldo eccezionale osservato sul continente europeo viene quindi ricondotto principalmente alla combinazione tra riscaldamento globale e configurazioni atmosferiche persistenti, che favoriscono l’accumulo di aria calda.
La fotografia tracciata dall’OMM conferma così una tendenza che riguarda non soltanto la frequenza degli episodi estremi, ma anche la loro intensità, durata ed estensione geografica.





























