Compravendita senatori, De Gregorio: non sono stato il solo

"II destino politico di Silvio Berlusconi è strettamente legato a questa sentenza. Se verrà assolto, vorrà dire che sono un bugiardo. Ma se invece sarà condannato, allora i giudici avranno stabilito che un ex presidente del Consiglio ha offeso gravemente le istituzioni repubblicane". Così l’ex senatore Sergio De Gregorio, in una intervista a Repubblica, sulla vicenda della compravendita dei senatori (sulla quale ha patteggiato la pena) e sulla quale sostiene che riguarderebbe anche altri senatori: "L’ho sempre pensato anche io, ma non ho le prove. Ho raccontato solo i fatti di cui avevo conoscenza diretta".

Sul processo nel quale Berlusconi rischia 5 anni di reclusione anche per le sue accuse commenta: "Non faccio pronostici. Non provo alcun risentimento nei confronti di Berlusconi, né l’ho mai provato. Ho solo scelto di dire la verità. Avrebbe fatto bene a dirla anche Lavitola. Mi dispiace che, per difendere questa barricata, stia pagando un prezzo altissimo in termini di carcerazione preventiva", "Valterino, gli ho detto, ma chi te lo fa fare? E lui ha sfregato il pollice e l’indice, per alludere ai soldi. Ma un giorno di carcere non vale tutti i soldi del mondo".

De Gregorio conclude: "Ho sbagliato a mettere la mia funzione a disposizione di Berlusconi. Ma ho ammesso le mie colpe, ho pagato e chiesto scusa a tutti. Anche a Prodi e a Papa Francesco. Gli ho scritto per scusarmi di aver strumentalizzato persino il cardinale Parolin per fare un piacere a Berlusconi. Nell’ambito del processo Mediaset, Berlusconi era preoccupato per una rogatoria a Hong Kong. Il premier locale voleva incontrare Benedetto XVI. Ne parlai con monsignor Parolin, senza spiegargli che si trattava di un favore a Berlusconi". E infine parla del suo libro sull’Operazione Libertà: "In Italia non vuole pubblicarlo nessuno. Un editore inglese potrebbe farlo dopo la sentenza. Sempre che non riescano a bloccare pure lui".