Compravendita senatori, Berlusconi condannato: ‘sentenza politica’

Silvio Berlusconi commenta in una nota la sentenza del Tribunale di Napoli che lo condanna a tre anni di carcere per corruzione nell’inchiesta sulla compravendita dei senatori: "Prendo atto di una assurda sentenza politica al termine di un processo solo politico costruito su un teorema accusatorio risibile”, dichiara il leader di Forza Italia, che continua: “Resto sereno, certo di aver sempre agito nell’interesse del mio Paese e nel pieno rispetto delle regole e delle leggi, così come continuerò a fare".

L’ex premier ha “piena fiducia negli italiani e nella loro capacità di comprendere quale persecuzione giudiziaria sia stata scatenata contro di me per cercare di ledere la mia immagine di protagonista della politica".

Sergio De Gregorio, intanto, intervistato dal Mattino, sottolinea: “Sono rimasto solo, abbandonato da tutti, ma ho detto la verità. Mi sono assunto consapevolmente le responsabilità politiche e giudiziarie, che mi competevano. So di essermi colpevolmente prestato ad alterare le regole democratiche. Oltre la sentenza, esistono anche responsabilità storiche e politiche che comunque non si cancelleranno", "la vicenda giudiziaria mi sembra offra a Berlusconi la possibilità di uscirne bene, rinunciando alla prescrizione. Se è convinto di essere innocente, rinunci a questa prerogativa processuale. Affronti il processo negli altri due gradi di giudizio, pretendendo una sentenza nel merito anche se il reato si prescriverà".

Romano Prodi, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio, in un colloquio con la Stampa: “In quella vicenda non sono stato offeso io, ma la democrazia. È molto peggio. Quanto avvenne allora ha sovvertito la vita democratica del Paese”.