Charlie Hebdo, Gentiloni: dobbiamo reagire, terrorismo è diventato uno stato

Italian Foreign Minister Paolo Gentiloni (C) arrives at Baghdad airport for a two-day official visit on December 23, 2014. AFP PHOTO / POOL / KARIM KADIM

"Ci ricorderemo a lungo di questa strage". Sono le parole del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, alla trasmissione ‘Agorà’, all’indomani dell’attacco alla sede di ‘Charlie Hebdo’, costato la vita a 12 persone. "Come qualcuno ha scritto – ha aggiunto il capo della diplomazia italiana – una specie di 11 settembre europeo". "Penso però – ha sottolineato il ministro – che dobbiamo reagire, anche con alcune coordinate, impostazioni politiche. Bisogna intervenire con forza contro il Daesh, il cosiddetto califfato, il cosiddetto Stato islamico, perché dietro la ripresa di questi attentati c’è l’attrazione esercitata dal fatto che il terrorismo è diventato uno stato".

Gentiloni spiega che bisogna "evitare di fare confusione tra terroristi e Islam". Il capo della diplomazia italiana ha poi sottolineato che è necessario "evitare di confondere questo tipo di minaccia genericamente" con gli emigrati. Con l’attacco contro Charlie Hebdo "e’ la liberta’ di pensiero e la liberta’ di criticare l’Islam che viene colpita", e "noi la dobbiamo difendere".

Gentiloni ha ricordato l’intervento della coalizione internazionale contro il Daesh, a cui partecipa anche l’Italia. "Intervenire lì è la prima cosa da fare", ha commentato. "Come sta già accadendo, a sostegno di quelli che combattono sul terreno, soprattutto i curdi che noi, come Italia, stiamo aiutando in mille modi, compreso l’addestramento”.