Calcio, Messi e il Papa: che compleanno Balotelli!

Auguri, SuperMario. Tra Lionel Messi e Papa Francesco, Balotelli spegne le sue candeline. Ventitre anni vissuti all’insegna della sorpresa, un ‘famolo strano’ calcistico e non solo. Innocente e kitsch al tempo stesso, come si addice a chi ama gli estremi opposti.

Italia-Argentina, amichevole per il Papa. L’Olimpico. Messi che dorme nello stesso albergo. Il brindisi serale con gli amici rivali argentini ad applaudire. E poi domani il Pontefice argentino tifoso di calcio che benedice le due nazionali. Che compleanno per l’attaccante del Milan e della nazionale. Di sicuro non banale. D’altra parte come potrebbe esserlo, per un personaggio che ha rinfrescato le sue passioni twittando immagini di un maialino appena adottato, un leone finto in giardino, la mega fontana fatta costruire in terrazzo e ornata delle sue iniziali – MB45 – e pero’ anche di tre pulcini trovati (ma dove?) e raccolti nella paglia.

”Spero che anche il Papa mi faccia gli auguri”, ha detto all’arrivo a Roma, per il raduno di un nazionale che l’ha chiamato nonostante la paura per un infortunio muscolare. Gli esami medici hanno escluso guai, e in ogni caso lui voleva esserci a questa partita speciale, Italia e Argentina amiche e rivali per il Papa che viene da Buenos Aires e ama il pallone. ”Cosa diro’ domani a Papa Francesco? Qualcosa di importante per la religione, perche’ per chi ci crede la Fede e’ una forza, un aiuto: ma le parole le tengo per me”, ha aggiunto Balotelli, nascondendo la sua generosita’ d’animo e la schiettezza dietro il muso di chi e’ geloso della sua privacy. ”No, non avrei mai immaginato di poter incontrare questo Papa – ha ammesso – Se sara’ piu’ emozionante della mia miglior partita? No, non e’ piu’ importante… Il regalo piu’ bello non me lo fa lui, ma i miei genitori”.

Prandelli ha dissentito (”non la penso come lui”), convinto come ovvio che un incontro con il Papa conti piu’ di una partita. E pazienza se SuperMario non intendeva far questo tipo di paragone. La schiettezza del ragazzo non dispiacera’ invece a Francesco, di fronte all’idea che la vera religione di Mario sia la famiglia, l’amore di quelle due persone che l’hanno accolto quando bambino era stato rifiutato. Lui ha ricambiato adottando tanti bambini delle favelas di Salvador di Bahia, tenendo segrete le sue azioni di solidarieta’. Mia madre, racconto’ un giorno Balotelli in un’intervista, mi dice sempre che lassu’ c’e’ qualcuno che mi guarda e mi tiene una mano sulla testa qualsiasi cosa faccia: ”Io la sera prima di chiudere gli occhi – concluse l’allora diciottenne Balotelli – penso ‘anche oggi e’ andata’, chiudo gli occhi e dico ‘grazie’. Questo e’ pregare?..”.

Sara’ forse questo il messaggio segreto che Mario provera’ ad offrire al Pontefice. Intanto, gli auguri che gli sono arrivati sono quelli dell’amiche El Shaarawy, del Milan, dei suoi compagni di nazionale, dei tifosi che l’hanno salutato a Milano e accolto a Roma. ”Il regalo per Mario? Puo’ farselo da solo, diventando decisivo”, e’ l’augurio di Prandelli. Tanti altri, come il maialino ‘super’, se li e’ gia’ fatti da solo. Nell’albergo di Roma una torta e uno champagne ci saranno ed e’ probabile che le offra anche a Messi e compagni. Poi, prima di andare a letto, avra’ altri mille motivi per dire grazie chiudendo gli occhi.