Berlusconi al lavoro in vista delle Regionali. Il gelo con Fitto resta

Due giorni di riunioni no stop con tutti i coordinatori locali delle regioni chiamate alle urne a maggio. Un primo giro di orizzonte che Silvio Berlusconi ha voluto fare per mandare sostanzialmente un messaggio a tutto il partito, Raffaele Fitto in testa: sono io a dare il via libera definitivo alle candidature. Insomma: nonostante nessuno avesse dubbi, il metodo scelto dal Cavaliere rappresenta il ‘no’ definitivo e senza appello alle primarie tanto invocate dall’eurodeputato pugliese.

A palazzo Grazioli tra ieri ed oggi hanno fatto la spola i vari rappresentanti delle regioni che hanno ricevuto la loro dose di ‘compiti a casa’: la verifica delle possibili alleanze sul territorio sulla base di un programma condiviso e, ovviamente, l’individuazione dei candidati migliori da mettere in campo. Due sono le riconferme: Stefano Caldoro, governatore uscente della Campania e Luca Zaia, presidente del Veneto ed esponente della Lega Nord.

Sul resto delle Regioni chiamate al voto a maggio i giochi sono aperti. Voglio persone che abbiano un forte radicamento sul territorio, e’ il leit motiv ripetuto da Berlusconi che ha ribadito anche l’intenzione di voler essere presente in ogni regione per la campagna elettorale: sto aspettando di sapere la decisione dei magistrati alla mia richiesta di anticipare la fine dei servizi sociali – e’ stato il suo ragionamento – ma comunque a maggio sono operativo e pronto a dare una mano.

Tre le regioni chiamate alle urne c’e’ anche la Puglia, terra di Raffaele Fitto, capo dei dissidenti interni. L’eurodeputato non era presente all’incontro a palazzo Grazioli a cui ha preso parte il coordinatore regionale Francesco Amoruso. Il Cavaliere, oltre al responsabile locale di Fi, ha visto anche Franco Schittulli, presidente uscente della provincia di Bari e possibile candidato alle prossime elezioni, pronto a ricevere anche l’appoggio di Ncd.

La decisione dell’ex capo del governo di procedere senza aver preso in considerazione l’ipotesi di fare le primarie, ha pero’ come effetto quello abbassare ancora di piu’ il termometro dei rapporti con il capo della fronda azzurra. Il diretto interessato – che ieri ha riunito per oltre due ore i suoi fedelissimi – evita di polemizzare ufficialmente (sabato e’ atteso a Roma ad un convegno in contemporanea con la kermesse Fi Neve Azzurra a cui invece non e’ stato invitato), ma serra i ranghi dei suoi in attesa delle prossime mosse: ci sono una serie di appuntamenti importanti, dalle riforme al presidente della Repubblica – e’ il ragionamento dei fittiani – su cui dentro il partito si deve aprire un dibattito. Non accettiamo nulla a scatola chiusa.

Gli avvertimenti dei malpancisti, pero’, non sembrano preoccupare il Cavaliere: se continua cosi’ si mette in un angolo da solo – e’ il ragionamento – io non faccio fuori nessuno ma ho un progetto ben chiaro per rilanciare il partito.