Assegno unico e italiani all’estero, Schirò e Porta (Pd): “I dubbi dell’INPS e il nostro impegno”

Ad oggi, “l’Inps non è in grado di dirci se la normativa internazionale e comunitaria vieta l’erogazione dell’Assegno unico ai soli residenti in Italia. Potrebbe infatti averne diritto anche chi risiede all’estero ma produce reddito in Italia”

Solleva più dubbi di quanti ne chiarisce la Circolare dell’Inps n. 23 del 9 febbraio 2022 in materia di applicabilità della legge sull’Assegno unico ai residenti all’estero.

Se da una parte infatti viene confermata (ma non poteva essere altrimenti) l’abrogazione delle detrazioni per figli a carico e dell’Assegno per il nucleo familiare (ANF) per i figli – che quindi non saranno più concessi all’estero – dall’altra l’Istituto (a due mesi dall’entrata in vigore del Decreto attuativo della legge delega) si è evidentemente reso conto che la nuova normativa – che subordina il diritto all’AUU alla residenza e al domicilio in Italia – potrebbe contrastare con le regole di osservanza del diritto internazionale e cioè di quel coacervo di provvedimenti legislativi, regolamentari e giurisprudenziali (come ad esempio le convenzioni internazionali di sicurezza sociale, i regolamenti e le direttive comunitarie, le sentenze della Corte di Giustizia UE, etc.) che danno attuazione interna ai trattati e alle consuetudini internazionali (giova ricordare che siamo tra i primi in Europa in quanto a procedure di infrazione).

Infatti l’Inps nella sua Circolare, non avendo ancora chiarito e sciolto i nodi in sospeso, ci informa che (premesso che tra i requisiti soggettivi da verificarsi in capo al soggetto richiedente per la prestazione sono ricomprese la residenza e il domicilio in Italia al momento della domanda e per tutta la durata della prestazione) “la valutazione in merito alla eventuale applicabilità alla nuova misura di accordi bilaterali e multilaterali stipulati dall’Italia in tema di sicurezza sociale, nonché delle regole dettate dal regolamento (CE) n. 883/2004 sono attualmente oggetto di un approfondimento specifico e, pertanto, la disciplina del nuovo assegno unico e universale al momento trova applicazione limitatamente ai richiedenti residenti in Italia per i figli che fanno parte del nucleo ISEE”.

In parole povere l’Inps non è in grado di dirci, allo stato attuale delle cose e a pochi giorni dall’entrata in vigore della legge, se la normativa internazionale e comunitaria vieta l’erogazione dell’Assegno unico ai soli residenti in Italia (potrebbe infatti averne diritto anche chi risiede all’estero ma produce reddito in Italia).

In ogni caso, nella sua Circolare, nonostante i dubbi ancora da chiarire, l’Inps ci ricorda che a decorrere dal 1° marzo 2022 (così come stabilito dal Decreto legislativo n. 230/2021) limitatamente ai nuclei familiari con figli e orfanili, cessa di essere riconosciuto l’assegno al nucleo familiare e le attuali detrazioni fiscali per figli a carico si applicano sino al 28 febbraio 2022. Dal 1° marzo 2022 le detrazioni per i figli a carico spetteranno esclusivamente per i figli di età pari o superiore a 21 anni.

Ciò significa che, come abbiamo già denunciato a più riprese a Governo e Parlamento con interventi politici ed emendamenti legislativi, sia l’assegno al nucleo familiare per figli che le detrazioni fiscali per figli a carico non saranno più concessi ai residenti all’estero aventi diritto.

Pertanto, a decorrere dal 1° marzo 2022, l’Istituto in qualità di sostituto di imposta: provvederà a revocare d’ufficio, nei confronti dei propri sostituiti (tra i quali i pensionati che beneficiano delle prestazioni abrogate e il proprio personale dipendente) le detrazioni, anche per i residenti all’estero; continuerà a riconoscere le detrazioni per i figli di età pari o superiore a 21 anni, quelle per altri familiari e l’ANF per altri familiari anche per i residenti all’estero (sebbene nella Circolare non sia specificato esplicitamente).

Dal combinato disposto delle nuove norme si evince infatti che continueranno ad essere concessi all’estero detrazioni e ANF per i familiari che non siano figli a carico.

Giova infine ricordare che stiamo presentando al Senato al decreto cosiddetto “Sostegni ter” alcuni emendamenti (primi firmatari Fabio Porta e Francesco Giacobbe) per il mantenimento di detrazioni e ANF a favore degli italiani residenti all’estero i quali non possono aver diritto all’Assegno unico a causa della residenza.

Una ulteriore considerazione: vorremmo infine sottolineare che per figli a carico si intende – come “sembra” confermi l’Inps nella sua Circolare – quelli che fanno parte del nucleo familiare indicato ai fine Isee e cioè quelli conviventi: concreto è quindi il rischio che il richiedente residente in Italia possa vedersi rifiutata la domanda per l’AUU per i figli residenti all’estero e iscritti all’Aire. Sarebbe utile ed urgente un chiarimento da parte delle autorità competenti.

On. Angela Schiro, Pd
Sen. Fabio Porta, Pd