ARRESTATI | Maxi operazione, 8 latitanti rientrati da Santo Domingo: ecco chi sono

Tutte brave persone, come si suol dire: truffatori, mafiosi, trafficanti di droga. Facevano vita di vacanza ai Caraibi e provavano a riciclare il denaro sporco

Dopo mesi di indagini e attivita’ congiunta di Interpol Italia e Interpol Santo Domingo, sono atterrati all’alba a Fiumicino, con un volo dedicato, 8 latitanti (7 uomini e una donna) con alle spalle diverse storie criminali, ma uniti dall’essere scappati ai Caraibi pensando di farla franca.

Le imputazioni vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso alle truffe agli anziani, al traffico internazionale di droga, alla bancarotta fraudolenta, con pene che oscillano dai circa 4 agli oltre 13 anni di reclusione.

L’operazione di scorta a bordo dell’aereo e’ stato anche il primo banco di prova dell’abbinamento delle esigenze operative con le cautele sanitarie.

La scorta ha attuato un protocollo di autotutela e di garanzia per l’attraversamento delle frontiere. Il Governo dominicano ha autorizzato l’ingresso con deroga al coprifuoco. Dopo il periodo di lockdown riapre cosi’ anche la stagione dei rientri dei latitanti catturati all’estero.

CHI SONO GLI 8 LATITANTI RIPORTATI IN ITALIA

Una ‘maga’ delle truffe, l’ex vice presidente di una squadra di calcio, il riciclatore dei soldi della camorra, un narcos ristoratore. Gli otto latitanti, atterrati stamattina a Fiumicino con la scorta della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip), hanno firmato i verbali d’arresto e sono gia’ diretti verso i vari istituti carcerari dove sconteranno le loro pene.

Questi, in sintesi, i loro profili criminali.

TERESA AMANTE: L’unica donna, ma con ‘brillanti’ precorsi criminali e la pena piu’ lunga da scontare, ha 57 anni, e’ di origini siciliane ed e’ stata condannata in sette procedimenti in diverse citta’ (Genova, Roma, Palermo, Rapallo, Albenga) per i reati di truffa aggravata, estorsione e furto per oltre 13 anni di reclusione: provvedimento in carico alla Squadra mobile di Genova. Camaleontica e spregiudicata, e’ specializzata nel furto di gioielli e soprattutto nel raggirare anziane vittime, donne per lo piu’ ultra 80enni, in qualche caso con deficit fisici o cognitivi, che derubava dei risparmi di un’intera vita.

E’ stata rintracciata da personale dello Scip e dall’Interpol dominicano in un residence riservato, a 150 km dalla capitale Santo Domingo, dove conduceva una vita di vacanza. Era in possesso di documenti intestati ad un’altra italiana.

OLIVIERO ZILIO: 67 anni, padovano, noto imprenditore edile del nord est, condannato ad oltre 4 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e reati finanziari: provvedimento del Tribunale di Catanzaro, in carico alla Squadra mobile di Padova.

Ex vice presidente del Padova Calcio, e’ noto alle cronache per aver distolto dalle sue societa’ immobiliari 2 milioni e 400 mila euro; in Italia con le sue societa’ di costruzione ha edificato un polo turistico a Davoli, in provincia di Catanzaro, mentre nella Repubblica Dominicana ha costruito un resort a circa 60 km da Santo Domingo, dove viveva e dove e’ stato fermato. Divorziato dalla moglie, da cui ha avuto tre figli, ha una compagna italo-colombiana da cui ha avuto un’altra figlia.

SALVATORE VITTORIO: 55 anni napoletano, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli – in carico al Reparto Anticrimine del Ros dell’Arma dei Carabinieri di Napoli – per reati come l’associazione a delinquere di tipo mafioso e il riciclaggio, e’ legato al clan camorristico Contini e ricercato a livello internazionale.

Il clan ha trasferito nel territorio della Repubblica Dominicana ingenti somme di denaro, di chiara provenienza illecita, che Salvatore e suo fratello Raffaele avevano il compito di riciclare in attivita’ imprenditoriali locali. L’uomo e’ stato fermato a Santiago de Los Caballeros – a circa 150 km dalla capitale – mentre usciva di casa per portare i figli a scuola.

LUCA FINOCCHIARO: 43enne di Latina, ricercato per un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma, in carico alla Guardia di finanza di Fiumicino, poiche’ considerato a capo di un’organizzazione criminale dedita all’importazione in Italia di ingenti quantitativi di cocaina, grazie alla rete di relazioni con personale in servizio presso l’aeroporto di partenza dominicano e la disponibilita’ di corrieri italiani.

Nei suoi confronti c’era una ‘red notice’ nelle banche dati Interpol che lo segnalava come ricercato a livello internazionale per reati connessi al traffico di stupefacenti.

Nella Repubblica Dominicana gestiva il ristorante ‘La pesca de Oro Guayacanes’, a Santo Domingo ed era fidanzato con un donna del posto: in Italia vive una figlia avuta da una precedente relazione sempre con una donna dominicana.

LUIGI CAPRETTO: 50 anni, napoletano, gravato di un mandato di cattura in ambito nazionale e condannato dalla procura di Arezzo ad oltre 8 anni di reclusione, anche lui per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti, con provvedimenti in carico ai Carabinieri di San Giovanni Valdarno. Viveva a Santo Domingo, perfettamente integrato nella realta’ locale, sposato e padre di una bimba di 13 anni, mentre in Italia vivono altri tre figli avuti con un’altra donna dominicana.

SALVATORE GALLUCCIO: 52 anni, napoletano, ricercato in ambito nazionale, deve scontare oltre 6 anni di reclusione per i reati di contraffazione, ricettazione, traffico di stupefacenti: per lui una condanna del Tribunale di Napoli, con provvedimento in carico al Commissariato Carlo Arena della questura di Napoli.

SERGIO CERIONI: 64 anni, marchigiano, ricercato solo in ambito nazionale, deve scontare circa 4 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti con provvedimento emesso dalla Corte d’appello di Ancona. E’ stato rintracciato a Santo Domingo, dove si era sposato con una donna dominicana e gestiva un ristorante.

ALESSANDRO LEVI: 63 anni, originario di Brescia, condannato dal Tribunale di Brescia, con provvedimento in carico alla locale Squadra mobile, per il reato di bancarotta fraudolenta, deve scontare 6 anni di reclusione. Viveva ormai da tempo nella Repubblica Dominicana, possedeva una jeep e una moto e, in base alle informazioni acquisite, era in procinto di aprire una rivendita di liquori.