Alla Camera si preparano a regalare la cittadinanza italiana

L’aula della Camera ha iniziato le dichiarazioni di voto sulla proposta di legge sulla cittadinanza. Giovedì scorso l’assemblea aveva concluso le votazioni sugli emendamenti. A Montecitorio la tensione è altissima, visto il tema assai delicato e divisivo.  

Per il deputato Pd Khalid Chaouki lo ius soli è un “passo in avanti decisivo per la nostra storia”, e così annuncia il voto favorevole del suo gruppo. Per l’esponente Pd la proposta di legge rappresenta "una marcia in più per il nostro Paese grazie a tanti nuovi italiani ansiosi di dare il loro contributo". Ma la Lega non ci sta. Forte la protesta del Carroccio. Cartelli sollevati dai deputati leghisti (‘svendete il Paese per milioni di voti’, ‘la cittadinanza non si regala’) e l’ironia di Christian Invernizzi in dichiarazione di voto ("immigrati, non vi conviene diventare italiani: agli italiani non li passano 35 euro al giorno, ne’ li ospitano due anni vitto e alloggio in alberghi a 3 stelle"). Richiamati dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, i deputati della Lega hanno motivato la loro protesta spiegando, sempre con Invernizzi, che "l’opposizione deve usare anche questi mezzi per fare sentire la propria voce visto che su un argomento del genere alla Lega sono stati assegnati solo 17 minuti".

Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord alla Camera, a proposito del disegno di legge sulla cittadinanza al voto oggi in aula, intervenuto Radio1 Rai ha detto: “E’ una misura prettamente ideologica, che non tutela il minore, già tutelato dalle leggi vigenti, ma crea soltanto una cittadinanza facile, obiettivo da sempre della sinistra". "Noi pensiamo che la cittadinanza debba essere una conquista, la certificazione dell’integrazione, non un mezzo per integrare. I minori possiedono già garanzie di ordine scolastico, sanitario, sociale, adesso anche di partecipazione a manifestazioni sportive, lacuna che abbiamo colmato. Quindi l’unico effetto sarebbe quello di garantire la cittadinanza a un minore senza che egli conosca la cultura, la tradizione, le leggi del nostro Paese, senza che si senta parte attiva di una comunità. E questo crea anche un problema ulteriore", ha sottolineato il parlamentare.

In Aula alla Camera si fa sentire anche Fratelli d’Italia, con Ignazio La Russa: "Votiamo contro non solo per ragioni di merito ma anche di metodo, ci aspettavamo il merito da un governo di centrosinistra per un fatto ideologico ma anche, sospettiamo, per un argomento di convenienza elettorale". Questa legge una volta approvata, sottolinea il deputato Fdi, dovrebbe essere "cancellata con un referendum". E poi alla sinistra: “Voi confondete l’accoglienza con la cittadinanza, una cosa è l’accoglienza con lo straniero, un’altra difendere la nostra identità”.

La deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia, Elena Centemero, sottolinea: "Il ddl sulla cittadinanza investe gli equilibri sociali e il futuro del nostro Paese. In Commissione e in Aula, noi di Forza Italia ci siamo percio’ impegnati per far valere un principio che riteniamo ben piu’ valido di quello presentato dalla sinistra: il principio che noi sosteniamo e’ quello dello ius culturae in cui un ruolo importante e’ svolto dalla scuola, intesa come fattore imprescindibile di integrazione. È la scuola che favorisce l’integrazione e il dialogo tra le persone e la cultura e non certo la concessione della cittadinanza semplicemente perche’ si e’ nati in Italia". "Affinche’ questo processo arrivi a maturazione – prosegue -, e’ a nostro avviso necessaria non solo la semplice frequenza ma anche la conclusione di un ciclo scolastico quinquennale di primo o di secondo livello. Senza lo ius culturae l’Italia del futuro rischia di non conoscere una vera integrazione, che e’ l’obiettivo che tutti dovremmo perseguire".