Appena poche settimane fa si assisteva ad un pullulare di Comitati a favore di questo o quel candidato Pd in occasione delle primarie per l’elezione del candidato alla segreteria. Si è esaltata poi la vittoria di Renzi e si è rimarcata l’alta percentuale di consenso a suo favore. Lo stesso Renzi – sostiene – porta avanti, con superbia e caparbietà, il mandato conferitogli da quasi tre milioni di votanti.
Ricorderete fra l’altro che il nuovo segretario aveva presentato nel corso delle primarie un suo apposito programma per i suoi sostenitori all’estero, ma e’ bastata la prima occasione per smentirsi clamorosamente. La legge elettorale presentata ha addirittura contraddetto la legge costituzionale, che non vieta il voto agli italiani all’estero, di cui Renzi non ha memoria.
Strano è il silenzio al riguardo di tutti coloro, simpatizzanti ed iscritti, delle sezioni dei partiti o di organizzazioni vicine al Pd, che appassionatamente e diligentemente tanto si erano prodigati in suo favore, che adesso tacciono in difesa dei loro stessi diritti.
Il Pd ha tuttavia recentemente fatto conoscere le sue intenzioni circa il voto all’estero, che – guarda caso – non sono state tradotte e contemplate nella legge elettorale attualmente presentata, rendendo astratti sia il concetto di affidabilità che di coerenza. Sorge tuttavia il dubbio che forse nel conteggiare il numero dei votanti alle primarie non sia stato conteggiato il numero di quelli all’estero ed ecco spiegato l’atteggiamento del Pd e del suo segretario.





























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