‘No Imu Day’ un corno, per gli italiani all’estero la discriminazione continua – di Ricky Filosa

Italy's Prime Minister Matteo Renzi gives a press conference on June 6, 2016 in Rome, a day after the first round of the mayoral elections. Five Stars (M5S) candidate Virginia Raggi looks likely to become the capital's first mayor after easily taking the lead over Roberto Giachetti of Renzi's centre-left Democratic Party (PD), tapping into anger over corruption scandals in the Eternal City. / AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI

Nel giorno del "No Imu day" il presidente del Consiglio Matteo Renzi ritwitta un post dei deputati Pd. "Addio Imu, addio Tasi. Questa volta è per sempre", si legge nel tweet rilanciato dal premier. Addio Imu, sì, ma non per tutti.

Dagli eletti all’estero presenti in Parlamento tante chiacchiere, ma ad oggi gli italiani nel mondo sono ancora costretti a pagare l’Imu sulla loro prima casa in Italia. Il governo Renzi si dimostra sordo di fronte alle richieste degli italiani residenti oltre confine.

Leggendo le dichiarazioni che in questi giorni stanno rilasciando i parlamentari eletti all’estero riguardo il tema della tassa sulla casa per gli italiani nel mondo, non possiamo fare a meno di pensare che si tratta di interventi utili a dare qualche visibilità e nulla più. Perché le partite, se si vogliono vincere, si giocano bene già nei tempi canonici e non sperando nei supplementari.

Niente si è mosso e niente si muove. E i casi sono due: o il governo è sordo alle richieste dei nostri rappresentanti in Parlamento, o sono i nostri eletti a non farsi sentire come dovrebbero con il governo. In entrambi i casi il ruolo di chi deve combattere per i nostri diritti risulta inadeguato. Altrimenti non si spiegherebbe.

Non si spiegherebbe come mai la tassa sulla prima casa in Italia è stata abolita per tutti e invece i nostri connazionali residenti oltre confine devono pagarla. E come se non bastasse, al danno si aggiunge la beffa: sulla loro prima e unica abitazione in Italia questi italiani, evidentemente di serie b, sono costretti a pagare l’aliquota relativa alla seconda casa. E sono tanti soldi.

Abbiamo letto di appelli, raccolte di firme, iniziative sul territorio per informare i connazionali. Risultati, al momento? Nessuno. Qualche eletto all’estero pare appagarsi ormai di contentini, di favorire alcune categorie, anziché di combattere una palese discriminazione. Il governo non ci dà nulla e noi chiediamo sempre meno. Di questo passo, finiremo col non chiedere più niente.

Eppure sono diversi i parlamentari che appartengono alla maggioranza di governo. Nemmeno loro hanno alcun potere? Riusciranno o no a essere incisivi? In Parlamento gli italiani nel mondo vogliono persone determinate a raggiungere gli obiettivi, che non mollino fino alla fine. Ne saranno capaci, i nostri deputati e senatori?

Twitter @rickyfilosa