‘Musica e neuroscienze’, un’eccellenza italiana nel mondo in gemellaggio con la Royal Philarmonic Orchestra

Il progetto scientifico Musica e Neuroscienze sale sul podio di una fra le più prestigiose orchestre britanniche: la Royal Philharmonic Orchestra che vanta come Patron il Duca di York. Una tradizione artistica d’eccellenza che dà un contributo essenziale alla Scienza attraverso una serie di concerti diretti dal M° Alessandro Fabrizi.

La ricerca è inserita in un panorama internazionale che coinvolge le accademie più influenti del mondo. Lo studio mira a capire il rapporto tra musica, scienza, cervello e valutare la gamma campo d’onda in soggetti che si sottopongono alla musica selezionata e registrata dalla Royal Philharmonic Orchestra, la cui produzione musicale si presta bene a tale sperimentazione scientifica grazie alla particolare ricchezza della strumentalità del suo linguaggio sinfonico.

Il management curato da Susanna Castaldo ha dato una forte accelerazione al progetto, rendendo la continuità delle applicazioni tra scienza e musica. Una strategia vincente che ha reso il compito molto originale ed esemplare per ogni iniziativa scientifica che combina teoria e pratica.

La rete di ricerca si propone di promuovere il benessere della persona attraverso la musica e per favorire la comunicazione, la relazione, e, infine, imparare a soddisfare le esigenze emotive, sociali e cognitive. Inoltre, gli studi saranno finalizzati a sviluppare azioni correttive per il miglioramento dei disturbi dell’umore e cambiamenti nella coscienza attraverso il recupero di attenzione, la concentrazione e la creatività. Una grande e straordinariamente efficace formula che coniuga tradizione e innovazione con la creazione di nuovi scambi tra ricercatori e musicisti.

‘Teatro Scientifico’, come già intuito da Galileo Galilei, che oltre ad essere il tempio della musica, diventa un luogo di scienza riflessione dove si può esprimere e sviluppare visioni innovative di strategia mondo.

Questo processo di interrelazione sarà ampiamente studiato attraverso un campione selezionato che verrà sottoposto a stimoli musicali che sollecitano risposte psico-fisiologiche utilizzate per misurare gli effetti della musica sul cervello. Le cellule del cervello, i neuroni, infatti hanno la capacità di connettersi con l’altro con una serie di obbligazioni, che influenzano le emozioni, i sentimenti e l’intelligenza. Note e suoni nelle aree attivate del cervello sono in grado di entrare in sintonia con la sfera emozionale che causa l’effetto di emozioni, relax, a seconda del brano ascoltato. E’ chiaro che ognuno di noi vive la musica in un modo personale a seconda degli stimoli che riceve il cervello che evoca un ricordo o un’immagine, un pensiero. Un processo che coinvolge sia l’ascoltatore che l’interprete di una risonanza empatica.