Voto all’estero, Pessina (Fi): “Va riformato, ma polemiche pretestuose”

“Il diritto di voto dei nostri connazionali residenti oltre confine è fuori discussione, ma il meccanismo elettorale con cui votano i nostri connazionali deve essere migliorato”

Vittorio Pessina, responsabile nazionale del dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia, interviene nel dibattito che ruota intorno al voto all’estero: “Il diritto di voto dei nostri connazionali residenti oltre confine è fuori discussione. Sono cittadini italiani a tutti gli effetti ed è giusto che possano partecipare alla vita del Paese, anche votando”, sottolinea Pessina. Che poi aggiunge: “Certo è che il meccanismo elettorale con cui votano i nostri connazionali residenti oltre confine può, e secondo me deve, essere migliorato”.

“La spedizione delle lettere con le schede, che non sono timbrate, avviene con posta ordinaria, non via raccomandata, e dunque senza cautele o garanzie”, spiega Pessina, ricordando che anche la successiva raccolta in ambasciata da parte dei servizi consolari, una fase “delicatissima”, non è esente da rischi, in quanto qualsiasi funzionario del Consolato può gestire queste buste all’arrivo nella sede diplomatica”, osserva Pessina intervistato da Il Giornale.

Il senatore punta il dito anche contro la fase dello scrutinio dei voti degli italiani all’estero. Le schede votate, raccolte dai Consolati, giungono da ogni parte del mondo fino ai dintorni di Roma, nel centro di raccolta di Castelnuovo di Porto, dove i cartoni con le schede vengono stoccati per essere conteggiati. Ma qui i “controlli sono scarsi”, commenta Pessina, “giusto sarebbe rivedere tutto il sistema, che già in passato ha presentato numerose falle, in modo di rendere questo voto più sicuro”.

Vittorio Pessina poi parla di “polemiche pretestuose” in riferimento alle dichiarazioni del Comitato per il No, che ha annunciato di voler presentare ricorso in caso di vittoria del Sì all’estero: “In questa campagna elettorale ormai se ne sentono di tutti i colori. E’ vero che il voto all’estero va riformato e messo in sicurezza, ma è anche vero che se irregolarità esistono persino nei seggi in Italia, è fiosiologico che alcuni problemi si possano riscontrare anche nel voto oltre confine”.

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