Sangregorio replica a Porta (Pd): “Parlamentari USEI eletti regolarmente”. E valuta azioni legali

“Brogli? Non è nostra abitudine”. “L’USEI ha seguito correttamente tutte le regole e tutti i suoi parlamentari”, assicura il presidente del partito Eugenio Sangregorio, sono stati “eletti regolarmente”. I parlamentari USEI, come noto, sono due: Sangregorio e il senatore Alessandro Cario

Accuse pesanti nei confronti dell’USEI quelle lanciate questa mattina da Fabio Porta, deputato uscente del Pd, durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Accuse che, secondo quanto appreso da Italiachiamaitalia.it, hanno mandato su tutte le furie l’On. Eugenio Sangregorio, fondatore e presidente dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani.

La replica di Sangregorio, infatti, arriva pochi minuti dopo la pubblicazione del nostro servizio e della video intervista di ItaliaChiamaItalia all’On. Porta.

Il Partito Democratico è democratico solo quando gli conviene”, sentenzia l’imprenditore di origine calabrese residente a Buenos Aires. E poi sottolinea: “L’Usei ha seguito correttamente tutte le regole e tutti i suoi parlamentari”, assicura, sono stati “eletti regolarmente”. I parlamentari USEI, come noto, sono due: Sangregorio e il senatore Alessandro Cario.

Il presidente USEI non ha ancora finito: “Non è costume del mio partito fare brogli di qualsiasi natura: il nostro intento è quello di dare un contributo al miglioramento delle condizioni degli italiani. Vogliamo che l’Italia torni ad essere almeno la quinta potenza economica al mondo e io personalmente, che ho imprese con circa 2.000 lavoratori, ho deciso di destinare il tempo non al mio business ma al bene comune, con affetto per le mie ‘radici’. Per questo motivo – aggiunge Sangregorio – trovo insultanti le parole di Porta e deciderò se procedere legalmente nei suoi confronti”.

Altra frecciata a Porta: il deputato Pd “solo oggi getta ombre inquietanti sulla legittimità delle elezioni democratiche”, ma “mi pare strano e mi stupisce – dichiara Sangregorio in conclusione – che un onorevole uscente critichi una legge che gli ha consentito di fare il deputato per dieci anni”.