Referendum e italiani all’estero, l’importante è votare

“Non lasciamo cadere tutti gli sforzi fatti e decidiamo insieme ai nostri connazionali quale vogliamo che sia il futuro dell'Italia, liberamente e responsabilmente”

In questi giorni stanno arrivando agli italiani residenti all’estero le buste contenenti le schede del quesito referendario: è importante che tutti i cittadini Italiani residenti all’estero adempiano a questo dovere civico e morale.

Sono passati dieci anni da quando la legge Tremaglia è entrata in vigore e sappiamo quanto lavoro e quanto impegno sono stati necessari per dare la possibilità agli Italiani nel mondo di partecipare alla vita politica del nostro Paese; non lasciamo cadere tutti gli sforzi fatti e decidiamo insieme ai nostri connazionali quale vogliamo che sia il futuro dell’Italia, liberamente e responsabilmente.

Dobbiamo farlo anche in risposta a coloro che vogliono eliminare la Circoscrizione estero, cominciando dalla riduzione della rappresentanza estera al Senato: la riforma Boschi-Renzi non ha sostanza, ma soprattutto riduce drammaticamente la democrazia.

Il premier, nella lettera inviata agli italiani all’estero, chiede di votare Sì perché l’Italia deve cambiare passo e la riforma è un treno che passa solo una volta. Molti esponenti del Pd dicono che se questa riforma non sarà approvata ci vorranno altri vent’anni prima che se ne faccia un’altra. A mio parere non è così, perché stanno crescendo nuove forze politiche altrettanto capaci di ritoccare in qualche parte la Costituzione senza stravolgerne la portata democratica e la funzione di garanzia.

Dopo il 4 dicembre non ci sarà uno tsunami: l’Italia non sprofonderà e non sarà cancellata dal mappamondo.

I politici si sono accorti che ci sono più di quattro milioni di italiani all’estero, peccato che se ne ricordino solo ora, dopo che le politiche per gli italiani oltre confine sono state un disastro, come del resto denunciano da sempre anche quelli del MAIE. Tutti vogliono le riforme: è ovvio che nessuna mette d’accordo tutti, ma si poteva e doveva cercare di fare in modo di parlare con la maggiore rappresentanza possibile. Smettiamola di dire che sono trent’ anni che si parla di riforme costituzionali: in Italia ne sono state fatte; il problema è che, quando son state fatte, quelli che oggi dicono che abbiamo perso tempo votavano contro.

La stessa legge elettorale in vigore, l’Italicum, ci avevano detto che era la migliore del mondo e oggi la mettono in discussione solo perché ad alcuni parlamentari non va a genio e, pur di assicurarsi quattro voti, Renzi è disposto a cambiarla di nuovo: alla faccia di quelli che dicono che in Italia per colpa della Costituzione le leggi sono ferme.

Votate secondo coscienza ma soprattutto leggetevi il testo della riforma e non limitatevi solo agli slogan; quelli che dicono che si riducono i costi della politica vi prendono in giro, sanno che non è cosi ma fanno finta di non sapere. La democrazia non ha costi, semmai potevano ridursi gli stipendi, ma si sa che questo non avverrà mai perché a tutti costoro conviene così: si riducono i senatori per dare spazio ai nominati della politica, togliendo al popolo il diritto di votare.

Votate per difendere la democrazia e il voto degli italiani all’estero, dimostriamo che anche noi ci teniamo all’Italia e soprattutto che siamo parte integrante della vita sociale e politica del nostro Paese. Se oggi ci mandano le lettere forse contiamo qualcosa, speriamo che domani, quando approveranno la legge di Stabilità, non si dimenticheranno di noi. L’importante è votare.