Italiani all’estero, se il M5S scopiazza il programma del MAIE

La campagna elettorale ormai è entrata nel vivo e ci saranno nei mesi a venire scontri verbali da bar dello sport, io spero che ci si confronti sulle problematiche e sui programmi

“Come da tradizione del Movimento 5 Stelle, e sempre in anticipo sui tempi, è stato redatto il programma M5S Italiani all’Estero. Un documento creato da centinaia di mani sparse in tutto il mondo che ha visto contributi dal Sud America, Nord e Centro America, Europa, Africa, Asia e Oceania. Un documento che si presenta in due forme: la short, dove vengono racchiuse le problematiche che il Movimento vuole trattare, e quella extended in cui sono riportati tutti i riferimenti assieme a degli utili link alla legislazione vigente ed in fieri”.

Così inizia la nota con cui gli attivisti del M5S Estero hanno presentato il loro programma.

“Dopo numerosi incontri on-line – si legge ancora nel documento – fra attivisti e simpatizzanti residenti all’estero del M5S ed anni di discussioni e dibattiti, anche molto accesi, è nato quindi un documento, una bozza di programma, che cerca di trovare le soluzioni alle problematiche che si incontrano come Italiani all’Estero.

Queste sono alcune delle tematiche principali:

1) riorganizzazione degli organismi di rappresentanza all’estero, che comporta anche un importante riforma dei Com.It.Es del CGIE (Consiglio Generale Italiani all’Estero);
2) riforma del sistema AIRE, per renderlo più efficiente ed utile ai cittadini e allo Stato;
3) riforma del sistema di voto estero, attualmente per corrispondenza, che non garantisce la segretezza e l’unicità del voto sanciti dalla Costituzione Italiana, e si presta a facili brogli;
4) riforma editoria italiana stampa estera;
5) riforma dei patronati;
6) riforma assistenza sanitaria estera;
7) rivisitazione e implementazione di una più sistematica e organizzata promozione della cultura italiana e istruzione;
8) riforma tassazione abitazione principale che al momento crea disparità, si vuole porre tutti sullo stesso piano;
9) E, per finire, il sogno di un Portale Estero, che riunirebbe tutti, cittadini e istituzioni, con lo scopo di avere accesso a servizi, bilanci, informazioni, a riunioni in streaming e per dare il proprio avviso sulle proposte di legge portate in parlamento da chi ci rappresenta o dovrebbe farlo. La tecnologia esiste, usiamola!”.

Ecco, a leggere questi punti, sinceramente io non vedo alcuna novità eclatante. Questo programma è identico (o quasi) a quello di tutti gli altri partiti o movimento che intendono presentarsi alle prossime Politiche oltre confine. Non voglio fare polemiche, ma davvero mi aspettavo di più, visto che i pentastellati nel mondo hanno fatto numerosi incontri. Mi sarei aspettato un programma più ambizioso. E certamente non scopiazzato da qualcun altro. Dove sono, per esempio, le differenze tra i punti programmatici del M5S e quelli del MAIE?

Questo il programma Movimento Associativo Italiani all’Estero:

1. Facilitare il recupero della cittadinanza Italiana. Sostenere l’azione parlamentare per riaprire i termini per l’acquisizione ed il recupero della cittadinanza italiana.
2. Assistenza nuovi emigranti Italiani
3. Miglioramento delle condizioni dei pensionati residenti all’estero
4. Diritto ad una completa assistenza sanitaria
5. Diffusione e promozione della cultura italiana
6. Difesa e promozione del Made in Italy
7. Aumento dell’efficienza e delle risorse dei servizi consolari
8. Semplificazione e miglioramento delle pratiche migratorie, lavorative ed assistenziali
9. Impegno per il riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche professionali
10. Incentivare la coesione tra le comunità residenti all’estero
11. Potenziare la rete informativa attraverso i social networks
12. Incoraggiare scambi interculturali per i giovani italiani
13. Favorire l’informazione e l’adesione all’AIRE
14. Proporre alternative all’attuale sistema elettorale

Giudicate voi, cari lettori, quali sono le differenze. Gli attivisti hanno volutamente dimenticato alcuni punti molto importanti, uno dei tanti il riacquisto della cittadinanza, tema molto sentito nella comunità italiana all’estero. Poi ci sono le problematiche dei titoli di studio: in molti paesi, vedi l’Australia, i titoli scolastici italiani non sono riconosciuti. E poi la questione della copertura sanitaria chi si reca all’estero e si iscrive all’AIRE, i visti di lavoro per alcune categorie, non si menziona la tassa sul passaporto e cittadinanza…

In tutto questo i programmi sono solo uno specchietto per le allodole, si parla di riforme, parliamo del come riformare; sono d’accordo che vanno riformati sia il CGIE che i COMITES, ma non abbiamo capito come.

La campagna elettorale ormai è entrata nel vivo e ci saranno nei mesi a venire scontri verbali da bar dello sport, io spero che ci si confronti sulle problematiche e sui programmi che poi non sono così diversi e quindi non so quali siano le differenze e quali saranno le basi per votare uno o l’altro candidato; io credo che la differenza non la fa tanto il programma, ma chi sa unire le forze per la creazione di un gruppo unico parlamentare per e con gli italiani all’estero; se non staremo uniti perderemo un altro treno. Credo fermamente che solo uniti si possano realizzare i programmi.

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