Governo M5S-Lega, il nodo della politica estera

“È possibile restare pienamente fedeli all'Alleanza Atlantica, ma svolgere un ruolo di non preconcetta ostilità a Putin? È possibile agire dentro le istituzioni europee per le necessarie riforme senza voltare le spalle all'Unione?"

“Nel programma fin qui reso noto dalle parti, ci sono cose buone e realizzabili, altre magari ottime ma difficili da attuare per i limiti finanziari. In materia di immigrazione, Ius soli e sicurezza, le intenzioni paiono conformi a quanto vuole la maggioranza dei cittadini. Una sterzata a destra, ma nulla di rivoluzionario, insomma”. È quanto si legge su “Tribuna italiana”, settimanale in lingua italiana diffuso in Argentina.

“Il vero nodo – prosegue il commento – riguarda la politica estera e le alleanze. La posizione di Salvini, filorussa e antieuropea, è stata più volte

proclamata. Di Maio ha invece moltiplicato i segnali rassicuranti, dichiarando di proporsi una politica ‘ragionevole e razionale’. È possibile un giusto mezzo? È possibile restare pienamente fedeli all’Alleanza Atlantica, ma svolgere un ruolo di non preconcetta ostilità a Putin? Sì, se questo

corrispondesse a medio termine con i disegni di Trump. È possibile agire dentro le istituzioni europee per le necessarie riforme senza voltare le spalle all’Unione?”.