Governo, altro appello di Sangregorio (USEI): “Diamo un governo all’Italia”

Eugenio Sangregorio, fondatore e presidente USEI: “Con due eletti rappresentiamo gli italiani all’estero in Parlamento. I gruppi parlamentari devono dialogare fino in fondo per cercare di risolvere i problemi che affliggono il Paese”

L’On. Eugenio Sangregorio, fondatore e presidente dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani – USEI, attraverso una nota rivolge “ai colleghi onorevoli un nuovo appello”, “affinché si lavori insieme per scongiurare il rischio di una impasse alla tedesca”.

Secondo il deputato l’Italia “non è la Germania, non può permettersi questo lusso”, non può “far vivere una tale incertezza a Bruxelles e ai mercati”.

La soluzione del presidente USEI? “I gruppi parlamentari devono dialogare fino in fondo per cercare di risolvere i problemi che affliggono il Paese: dalla lotta alla povertà alla corruzione fino all’obiettivo di far riprendere fiato all’economia e al Sud e consolidare tutti i segnali di ripresa. Auspico che i gruppi dialoghino per fare un governo che alla fine riesca a risolvere questi problemi, così come la gente chiede all’intera classe politica”.

Sangregorio, dopo avere sottolineato che l’USEI con due eletti in Parlamento rappresenta gli italiani all’estero alla Camera e al Senato, continua: “Il paese ha bisogno di un Governo in tempi brevi. L’appello è che si mettano da parte le divisioni ideologiche, gli interessi personali e le dichiarazioni di ‘opposizione’ a prescindere. Come onorevoli eletti abbiamo l’onore e l’onere di riflettere sulle nostre azioni e alla vigilia delle nuove consultazioni del presidente Mattarella sarebbe opportuno aprire al dialogo”.

“Non dimentichiamo che gli elettori ci hanno dato un mandato preciso e non possiamo deluderli. Non dobbiamo litigare tra noi, altrimenti la crisi politica produrrà più poveri e saremo noi i veri responsabili della caduta. Penso ad esempio a quanto si potrebbe fare e lavorare a favore del Sud, abbandonato da sempre. Occorrerebbe un nuovo piano Marshall per lo sviluppo del turismo, ad esempio. Penso alla Calabria, condannata da anni di abbandono all’arretratezza. Eppure la nostra terra ha ricchezze incalcolabili che potrebbero fruttare da sole il rilancio dell’intero Paese. Ecco, in questo senso – conclude il deputato eletto nella ripartizione estera Sud America e residente a Buenos Aires – la politica non deve arricchire pochi ed impoverire molti. Per questo oggi più che mai c’è bisogno di un grande confronto che porti a risultati concreti”.