Giorgia Meloni non rinnega la scelta di costruire fin dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump un rapporto stretto con il presidente americano. Una linea che la presidente del Consiglio rivendica come funzionale agli interessi dell’Italia e alla tenuta delle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico.
«Non mi pento di essere stata molto vicina al presidente Trump all’inizio del suo secondo mandato. Perché farlo significava difendere l’interesse nazionale», afferma Meloni nel libro di Bruno Vespa Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita lunedì 2 novembre per Mondadori-RAI Libri.
La premier ricorda di aver mantenuto buoni rapporti anche con Joe Biden, pur essendo stata criticata per questo. Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, sostiene, era quindi naturale lavorare per rendere ancora più solida la relazione con Washington.
Stati Uniti, alleato strategico per l’Italia
Nel ragionamento di Meloni, il rapporto con gli Stati Uniti va oltre la sintonia personale tra leader. La presidente del Consiglio richiama il peso di Washington sul piano geopolitico e militare, il ruolo del mercato statunitense per le esportazioni italiane e la presenza negli Stati Uniti di una numerosa comunità di italiani.
«Gli Stati Uniti sono il nostro più importante alleato geopolitico e militare, il principale mercato extra europeo per i nostri prodotti», sottolinea la premier, richiamando anche i legami umani ed economici che uniscono i due Paesi.
La vicinanza a Trump, secondo Meloni, avrebbe inoltre prodotto effetti positivi anche sul piano europeo, contribuendo a mantenere aperto il confronto transatlantico nei momenti di maggiore incomprensione tra Washington e le capitali europee.

Washington 17/04/2025
Il nodo Groenlandia e la sicurezza dell’Artico
Tra gli esempi citati dalla presidente del Consiglio c’è la questione della Groenlandia e, più in generale, della sicurezza dell’Artico. Meloni sostiene che il dialogo con l’amministrazione americana abbia aiutato a ricondurre questioni complesse nel quadro della NATO.
È un passaggio che evidenzia la linea della premier: mantenere un canale diretto con la Casa Bianca per cercare di gestire le divergenze senza compromettere l’alleanza occidentale.
La conclusione di Meloni è netta: quella vicinanza, afferma, è stata utile all’Italia, all’Europa e all’Occidente. Una scelta politica che non solo non intende rinnegare, ma che dichiara di essere pronta a ripetere.
Le dichiarazioni, contenute nel nuovo volume di Bruno Vespa, offrono così un’indicazione della lettura che la presidente del Consiglio dà della propria politica estera: il rapporto con Trump viene presentato come uno strumento per tutelare gli interessi nazionali e preservare il dialogo euro-atlantico, anche in una fase di tensioni tra gli alleati.






























