Se mi costringono a vergognarmi di essere italiano – di Marco Chierici

Come mi succede spesso, ogni volta che mi reco in un paese estero, paragono istintivamente la qualità della vita di quel paese con quella italiana; idem per l’educazione, la civiltà, le bellezze architettoniche delle città…  

Tornando in auto ieri dall’Austria, ho fatto una sosta in un parcheggio autostradale e ne sono rimasto "abbagliato" pensando ai nostri. Il paragone è semplicissimo. Autostrade in Italia: pedaggi costosi, barriere frequenti e inutili, code da esodo biblico, inesistenza nei parcheggi di servizi igienici dignitosi (parlo dei parcheggi e non delle aree di servizio tipo Autogrill), presenza di escrementi umani ovunque per mancanza di WC, niente acqua corrente, aree verdi abbandonate, rifiuti per terra, nessun ristoro a disposizione per cibi o bevande, aree esterne prive di segnaletica.

Autostrada in Austria: servizi igienici in muratura per uomini e donne, puliti, ben arredati, con carta, salviette, aria calda e acqua corrente; macchinette per bevande fredde e calde; wi-fi libero per chi voglia utilizzare un computer; posti auto perfettamente segnalati; aree verdi curatissime con panchine e fontane; cestini per raccolta differenziata; illuminazione perfetta; niente barriere e niente file perchè si paga il famoso bollino al posto degli italici balzelli.

Le conclusioni sono presto fatte: in Italia non abbiamo nessuna educazione nè senso civico degni della nostra antica storia, quella storia che non dimentichiamo di sbandierare ad ogni occasione. Una tristezza. Ogni volta che rientro in Italia da una nazione veramente civile, mi vergogno di essere italiano.