Panama punta a uscire dalla lista delle giurisdizioni non cooperative dell’Unione europea.
Il governo del presidente José Raúl Mulino guarda con fiducia alla prossima revisione da parte di Bruxelles, dopo una serie di interventi normativi e finanziari adottati negli ultimi anni.
Panama: “Abbiamo aggiornato il nostro quadro normativo”
Mulino ha ribadito la posizione del governo panamense, sottolineando gli sforzi compiuti per adeguare il sistema nazionale agli standard internazionali.
«È inaccettabile che un Paese che ha compiuto sacrifici per aggiornare il proprio quadro normativo e finanziario continui a essere esposto al trattamento di essere incluso in liste discriminatorie», ha dichiarato il presidente.
Secondo le autorità panamensi, il Paese ha infatti adottato nuove misure nel settore normativo e finanziario proprio con l’obiettivo di superare le criticità evidenziate a livello internazionale.
Il governo guarda alla prossima revisione dell’Ue
Gli sforzi diplomatici di Panama hanno già consentito al Paese di uscire dalle liste internazionali legate al riciclaggio di capitali e al finanziamento del terrorismo.
Ora l’obiettivo è ottenere un analogo riconoscimento da parte dell’Unione europea.
Il governo di Panama confida che Bruxelles possa prendere atto dei progressi compiuti e procedere alla rimozione del Paese dalla lista delle giurisdizioni non cooperative.
Il ministro degli Esteri: “Presto potremmo dare una buona notizia”
Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri panamense Javier Martínez-Acha, che ha espresso ottimismo dopo circa due anni di intense trattative diplomatiche.
«Presto potremmo dare una buona notizia», ha dichiarato il ministro, facendo riferimento alle prospettive di Panama nei confronti dell’Unione europea.
L’eventuale uscita dalla lista europea avrebbe un peso rilevante non soltanto sul piano diplomatico, ma anche per la percezione internazionale del Paese e per i rapporti con gli investitori e i mercati.
Per Panama, dunque, la prossima revisione europea rappresenta un passaggio importante. Il governo Mulino attende ora che gli interventi realizzati negli ultimi anni vengano riconosciuti formalmente da Bruxelles.






























