SCOPPIA IL CORONAVIRUS IN ITALIA | 19 contagiati, 10 comuni isolati

50mila a casa nel lodigiano. 2 casi in Veneto. Il coronavirus esplode anche in Italia: 16 sono i contagiati individuati al momento tra Lombardia e Veneto in meno di 24 ore. Conte, niente panico

Sale a 19 il numero dei contagiati in Italia. Questa sera riunione d’urgenza alla Protezione Civile tra il premier Conte, appena rientrato da Bruxelles, il ministro della Salute Speranza e il capo della Protezione civile Borrelli.

Il ministro degli Esteri Di Maio ha invitato il Paese “all’unita’, perche’ sono ore delicate”. Giorgia Meloni, leader FdI, ha immediatamente dato la sua disponibilita’ “a dare una mano”.

Anche in Veneto, secondo quanto annunciato dal presidente Luca Zaia, si contano due casi di contagio da Coronavirus. Il comune di Vo’ Euganeo e’ stato isolato ed e’ cominciato lo screening della popolazione. Domani resteranno chiuse le scuole nel piacentino. La provincia di Piacenza confina con quella di Lodi.

“Per noi le analisi sono positive, stiamo aspettando la conferma dallo Spallanzani, ho parlato piu’ volte con Borrelli oggi pomeriggio, sono due cittadini di Vo’ Euganeo, uno del ’42 e uno del ’53, uno in condizioni critiche in terapia intensiva”, ha spiegato il Presidente del Veneto Zaia.

“Siamo preoccupati – ha aggiunto – ho parlato col sindaco di Vo’ Euganeo per adottare tutte le misure: chiusura delle scuole, degli esercizi commerciali, cercando di ricostruire tutte le attivita’ sociali e i contatti che queste persone hanno avuto per capire qual e’ il livello di cordone sanitario da mettere in atto. Non bisogna diffondere il panico, ma la prima regola e’ l’isolamento”.

Intanto emergono altri dettagli preoccupanti sui contatti del 38enne contagiato nel lodigiano: “Mattia e’ molto conosciuto a Codogno, ieri quando ancora non gli era stato diagnosticato il Coronavirus era andato a trovarlo un gruppo di persone in ospedale, due coppie e un quinto amico”. Lo dichiara all’AGI un conoscente della famiglia, anche lui di Codogno, il comune del Lodigiano dove risiede il 38enne ricoverato in prognosi riservata. “Siamo molto preoccupati perche’ il Paese e’ piccolo, ci conosciamo tutti, abbiamo contatti continui. Tutte le persone che erano in contatto con lui ora sono in quarantena, in attesa dei risultati dei primi esami”, spiega il conoscente.

“La citta’ e’ spettrale, quasi tutti i negozi sono chiusi. La gente ha paura di uscire di casa. Inoltre non sappiamo l’origine del contagio, non abbiamo idea di quanto possa essere diffuso”, continua. Mentre il commissario per l’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, ha spiegato che sono gia’ state individuate “due strutture su Milano e Piacenza per 150-180 persone in totale” per l’isolamento delle persone entrate in contatto con chi e’ stato colpito. “Non abbiamo nessuna difficolta’ ad individuare le strutture di cui avessimo bisogno”, ha aggiunto.

E’ in Lombardia il primo focolaio autoctono di Coronavirus in Italia. Quattordici i casi positivi registrati. In prognosi riservata un uomo di 38 anni, ricoverato all’ospedale di Codogno. Infettata anche la moglie, insegnate in maternita’, incinta di 8 mesi, portata all’ospedale ‘Sacco’ di Milano. Le sue condizioni appaiono buone.

di Matteo Guidelli – ANSA

Due mesi dopo il primo caso registrato a Wuhan, il coronavirus esplode anche in Italia: 16 sono i contagiati individuati al momento tra Lombardia e Veneto in meno di 24 ore, ma centinaia di persone che hanno avuto contatti diretti con loro sono in attesa di conoscere i risultati dei test e piu’ di 50mila cittadini in provincia di Lodi sono, di fatto, in quarantena a casa loro.

“Manteniamo altissima la linea di precauzione – prova a rassicurare il premier Giuseppe Conte – Dovete fidarvi, stiamo adottando tutte le iniziative necessarie per la popolazione, niente allarmismo sociale e niente panico”.

Ma Matteo Salvini attacca: “I contagi aumentano, bisogna blindare i nostri confini”. La situazione e’ seria, anche perche’ non e’ ancora stato individuato con certezza il ‘portatore’, o i portatori a questo punto, del virus. Che, dunque, potrebbero aver contagiato altre decine di persone in diverse parti d’Italia. E’ noto, invece, il ‘caso indice’: un 38enne di Codogno che martedi’ 18 si e’ presentato all’ospedale con sintomi influenzali ma che, al termine della visita, e’ stato rimandato a casa.

Il giorno dopo l’uomo e’ tornato e questa volta e’ stato ricoverato fino a giovedi’ sera, quando i test hanno dato il responso: positivo al coronavirus. Immediato e’ scattato l’isolamento al Sacco di Milano. Ma era gia’ tardi. Nei giorni precedenti il 38enne ha infatti condotto la vita di tutti i giorni, incontrando decine di persone: e’ andato al lavoro, nel reparto amministrazione dell’Unilever di Casalpusterlengo, ha partecipato a due corse – una mezza maratona a Santa Margherita Ligure il 2 febbraio e una il 9 con la sua squadra a Sant’Angelo Lodigiano – ha giocato a calcetto, e’ stato ad almeno tre cene e incontri di lavoro. Come ha preso il virus?

Al momento l’ipotesi prevalente e’ che possa esser stato contagiato durante una cena con un suo amico. Quest’ultimo, un italiano che lavora per la ‘Mae’ di Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, e’ rientrato dalla Cina il 21 gennaio. Agli inizi di febbraio, tra l’1 e l’8, ha accusato dei sintomi influenzali e proprio in quei giorni ha incontrato il 38enne. L’uomo e’ pero’ risultato negativo ai test, il che puo’ significare solo due cose: o non e’ lui il portatore o ha avuto il virus, e’ guarito e ha sviluppato degli anticorpi. Lo diranno i risultati degli esami del sangue in corso allo Spallanzani.

Quel che pero’ e’ gia’ certo e’ che dal 38enne il virus si e’ diffuso in almeno altre 13 persone: la moglie, un’insegnante che e’ in maternita’ e solo per questo non ha avuto contatti con gli studenti, un suo amico con cui corre abitualmente, 5 tra medici e sanitari e 3 pazienti dell’ospedale di Codogno. Gli ultimi tre positivi al momento in provincia di Lodi sono 3 anziani tra i 70 e gli 80 anni, clienti di un bar di Codogno: non hanno avuto alcun rapporto diretto con lui ma li hanno avuti con l’amico con cui corre, che e’ il figlio del titolare del bar. Sono tutti in condizione “serie” dicono i medici.

“Nostro figlio e’ gravissimo – confermano i genitori del 38enne, in autoquarantena a casa – e’ intubato, e’ una cosa penosa, siamo distrutti”. Il lavoro che si sta facendo ora e’ ricostruire tutti i contatti avuti da queste persone. Che sono centinaia se non migliaia. Tanto per essere chiari: solo il 38enne ha avuto rapporti con 120 colleghi dell’Unilever, 70 tra medici e personale sanitario e 80 persone che fanno parte della sua piu’ stretta cerchia, a partire dai 40 della sua squadra di corsa. Ecco perche’ la Regione, d’intesa con il Governo, non ha potuto far altro che far scattare una serie di “misure restrittive” in 10 comuni, un’area dove abitano 50mila persone.

Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e Sanfiorano sono in isolamento. “Il piano adottato prevede scelte forti” spiega il ministro della Salute Roberto Speranza elencandole: una permanenza domiciliare ‘obbligatoria’ e la sospensione di ogni manifestazione pubblica, di attivita’ commerciali, lavorative, sportive e scolastiche.

“Dobbiamo trattenere il virus dentro quell’area” dice ancora Speranza che poi conferma le misure gia’ adottate: obbligo di quarantena “fiduciaria” per chi torna dalla Cina, e sorveglianza attiva per chi e’ stato nelle aree a rischio, con obbligo di segnalazione alle autorita’ sanitarie al rientro in Italia.

Sono inoltre gia’ pronte anche due caserme della Difesa a Milano e Piacenza con 180 posti, per accogliere chi dovra’ andare in quarantena. E non e’ escluso, lo ha ribadito anche oggi il Commissario Borrelli, che possano essere requisiti anche degli alberghi, se ci fosse necessita’. Se dovesse inoltre essere confermato che il ‘portatore’ e’ l’amico rientrato dalla Cina, le misure restrittive scatteranno anche a Fiorenzuola d’Arda, dove ha sede la sua azienda, e a Piacenza, dove in via precauzionale hanno gia’ sospeso sabato le lezioni scolastiche. Ma c’e’ un altro fronte. In Veneto due anziani di Vo’ Euganeo di 78 e 67 anni sono risultati positivi ai primi test; uno e’ in condizioni critiche. “Per noi le analisi sono positive – dice Zaia – ora aspettiamo le risposte dallo Spallanzani”.