Renzi, dietro agli slogan il buio – di Leonardo Cecca

Stare dietro al fiorentino che siede a Palazzo Chigi è veramente divertente, sforna idee ogni tre per due e slogan ogni volta che ha il microfono a disposizione, fino a sembrare, pur se educato, un bulletto di periferia. A ben riflettere però ci si accorge che è sempre al punto di partenza, praticamente vende fumo, pur se di sigaro toscano.

Scoppiato il bubbone di Roma ladrona, da integerrimo uomo di azione ha subito aumentato le pene relative a tali reati senza minimamente pensare che mesi addietro, su sollecitazione della Ue, era stato approvato il decreto, tramutato poi in legge, dello svuota carceri, per cui viene da chiedergli: "ma che famo, li mettemo dentro per poi tirarli fori?".

Il giovane intraprendente toscano non ha purtroppo capito, e questo è grave per un premier, che la pena, per quanto dura possa essere, non è un deterrente senza la certezza che si può avere solo con una riforma seria della magistratura.

Purtroppo, davanti ai magistrati, Renzi, che aveva tentato un passo avanti, ne ha fatti subito due indietro, dimostrando di essere un politico abbastanza dinamico.

Collimano con il suo modo di fare due sue esternazioni del 13 u.s. sfornate come antipasto per l’Assemblea del Pd del giorno seguente. La prima: "il futuro appartiene a chi ha il coraggio di cambiare". Come dargli torto, però non ha capito che non si cambia con le chiacchiere, ma con i fatti. L’altra: "ottimismo è non lasciare il futuro ai nostri avversari", è un’esternazione che fa il paio con quella ridicola, presuntuosa ed arrogante di D’Alema quando rintronato per la batosta elettorale del 2008 disse "la gente colta, che legge, ha votato per la sinistra".

Ora, se a sinistra sono tutti colti, come mai non si sono mai accorti, come ora vergognosamente vogliono far credere, del magna magna delle loro amministrazioni, delle loro cooperative e di alcuni loro grossi esponenti? Che siano colti ma rintronati, seri ma fessi? Oppure, come tutti pensano, che facessero solo finta di essere puri e trasparenti?

Durante l’Assemblea che è sembrata più una ricerca di posti futuri che uno scambio di idee, Renzi ha detto: "Vogliamo cambiare l’Italia". Orbene, non si capisce più cosa vuol fare, sta mandando l’Italia di male in peggio e se ne esce con tale sparata. Avendo sentito che la Spagna in tre anni è uscita dalla crisi, ora sta pensando di trasformala da una forma a stivale ad una dalla forma quadrangolare? Siamo alle solite, dietro ai proclami ed agli slogan c’è confusione mentale e buio più profondo come nei discorsi di Peppone.

A tal proposito mi viene in mente una scena del film "Il ritorno di Don Camillo" quando al rintocco delle ore Peppone disse: “È l’orologio del popolo, se è in ritardo sul popolo tanto peggio per il sole e tutto il suo sistema!”. Allora don Camillo rivolto al Cristo esclamò: "Signore difendetemi, la Terra non gli basta più, vogliono rifare l’Universo”.