REGIONALI | Conte caldeggia una alleanza tra 5stelle e Pd: “Ci vogliono dialogo e confronto”

Secondo il premier “una sinergia anche a livello territoriale può imprimere una forte spinta per realizzare le strategie del Green deal, dell'innovazione digitale, degli investimenti nelle infrastrutture, negli asili nido e nelle scuole”

Giuseppe Conte, in una intervista a Il Fatto, caldeggia una alleanza fra 5Stelle e centrosinistra. “Trovo ragionevole – afferma il presidente del Consiglio – che le forze politiche che sostengono il governo provino a dialogare anche a livello regionale. In Puglia e nelle Marche presentarsi divisi espone al rischio di sprecare una grande occasione” e “il voto sulla piattaforma Rousseau di qualche giorno fa è stato un passaggio importante. L’apertura che gli iscritti dei 5Stelle hanno dato alle alleanze anche con partiti tradizionali favorisce una svolta e apre nuovi scenari”.

Secondo il premier “una sinergia anche a livello territoriale può imprimere una forte spinta per realizzare le strategie del Green deal, dell’innovazione digitale, degli investimenti nelle infrastrutture, negli asili nido e nelle scuole. E poi queste elezioni regionali coincidono con un appuntamento storico per l’Italia. Stiamo elaborando un Recovery Plan, finanziato con ingenti fondi europei, che costituisce la più grande opportunità per le nuove generazioni dal secondo dopoguerra a oggi. Le Regioni saranno coinvolte in questi progetti e diventeranno anche dei centri di spesa”.

“Ovviamente il governo non farà distinzioni di colore politico nei confronti dei governi regionali. Ma le forze di maggioranza dovrebbero avere tutto l’interesse a competere al meglio per essere protagoniste in questa partita anche a livello regionale”.

Come superare gli attriti dei 5Stelle verso il governatore pugliese Emilian? “La politica impone di mettere sempre il bene dei cittadini al di sopra degli interessi di parte, affrontando le sfide con coraggio e generosità. Bisogna esprimere una visione strategica e guardare ai bisogni delle comunità locali non più con le lenti del passato, ma con il binocolo del futuro. Emiliano, per la base MSS, è troppo trasformista e incline a strizzare l’occhio a destra. Non scendo nei giudizi personali e non entro nelle valutazioni delle singole situazioni locali. Sono certo però che, se ci si sedesse intorno a un tavolo, si potrebbero affrontare tutte le questioni e potrebbe nascere un deciso miglioramento delle liste, dei programmi, delle strategie politiche”.

Secondo il premier “la transizione energetica, che è un’assoluta priorità per la Puglia” può essere un punto programmatico che potrebbero indurre il M5S pugliese a rivedere la loro corsa solitaria. Per Conte anche nelle Marche occorre “sedersi attorno a un tavolo: dal confronto può scaturire un progetto politico più rafforzato e più competitivo”, “confido che si possa dialogare senza irrigidimenti”.

Sulle “scomuniche” del Pd alle sindache grilline Raggi e Appendino commenta: “Le scomuniche sono frutto delle fratture del passato. Il dialogo va coltivato a tutto campo e deve coinvolgere anche le candidature dei sindaci, lavorando di volta in volta alla soluzione più competitiva e preferibile in una logica di alleanza e di interesse generale”. Quindi sottolinea: “Sono elezioni regionali, non politiche. Ne abbiamo già affrontate in passato. Non si tratta di dare un voto al governo. Ma ritengo legittimo auspicare che le forze di maggioranza trovino il modo di collaborare anche a livello regionale”.

Farà campagna elettorale? “Il mio ruolo di presidente del Consiglio mi impedisce di fare campagna elettorale. Per come la intendo io, la campagna elettorale richiede un confronto diretto e costante con le persone chiamate a votare. Se mai potessi, farei una campagna molto tradizionale: mi fermerei a parlare con gli elettori, guardandoli negli occhi e cercando di capire meglio i loro bisogni. Meno convegni e più strada”.