Pd, segreteria alle 7.30: i primi passi di Matteo Renzi (VIDEO)

"Sono stati giorni intensi. E bellissimi. Ma il meglio deve ancora venire". Matteo Renzi sceglie twitter per fare un primo, sintetico, bilancio dei suoi primi due giorni da segretario del Pd. Quarantotto ore vissute intensamente, passate un po’ a Roma, un po’ a Firenze e un po’ in treno, per conciliare gli impegni di sindaco e il nuovo lavoro di leader del Partito democratico. L’ex rottamatore ha cominciato questa esperienza spingendo sull’acceleratore.

"Non abbiamo neanche un minuto da perdere, il Paese ha bisogno di risposte immediate", ha spiegato oggi al termine della prima riunione della segreteria il responsabile Enti locali (e numero uno del partito in Emilia) Stefano Bonaccini. Una prima riunione che, al di là della risonanza mediatica suscitata dall’insolito orario di convocazione alle 7,30, è servita per entrare subito nella fase operativa. "Renzi – ha aggiunto Bonaccini – spiegherà domenica all’Assemblea di Milano quali sono le priorità del Partito democratico, è ora di provare a dettare l’agenda del Paese". Un primo giro di tavolo, una riunione di circa un’ora e mezza, che è servita in primo luogo per conoscersi e poi per cominciare a mettere giù un percorso di idee che dovrà portare il partito a giocare un ruolo da protagonista nel 2014. Durante il vertice, Renzi ha ribadito la volontà di aprire alle minoranze interne, confermando l’intenzione di offrire la presidenza dell’Assemblea nazionale ad una personalità espressa dai rivali alle primarie Gianni Cuperlo e Pippo Civati.

Offerta per ora rispedita al mittente da parte del deputato triestino, deciso a non accettare quello che potrebbe sembrare un magro premio di consolazione dopo la batosta di domenica scorsa. Tra i sostenitori di Cuperlo, però, sta crescendo il pressing della componente dei "giovani turchi" affinché questa posizione venga rivista e l’offerta accettata: "Non dobbiamo cedere a un’idea che circola tra chi non ha votato Renzi – afferma il deputato Matteo Orfini – quella cioè di considerarlo un barbaro che è venuto a saccheggiare la nostra città. E’ un nostro compagno di partito, che ha vinto il congresso e ora si trova di fronte a una sfida complicata: ricostruire il Pd. Il nostro compito è contribuire con le nostre idee alla ricostruzione del partito, non dar vita a un correntone di opposizione".

In attesa di capire se Cuperlo cambierà idea prima di domenica, Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e responsabile Infrastrutture in segreteria, fa notare che "il segretario ha fatto una proposta di allargamento che al momento non è stata accolta ma credo che abbia anche altre idee". Il sindaco, è questo il messaggio, va di corsa e non aspetterà all’infinito. Nel frattempo prosegue la composizione della squadra che lo accompagnerà in questa esperienza. Per il ruolo chiave di tesoriere del partito è ormai certa la scelta di Francesco Bonifazi. Fiorentino, ex Ds, da sempre vicino a Matteo Renzi, il deputato del Pd succederà ad Antonio Misiani e verrà nominato ufficialmente domenica a Milano. Come il suo predecessore dovrà vedersela con i tagli al finanziamento pubblico ai partiti e con il tentativo, in verità già avviato, di rendere la struttura del Pd più elastica e sostenibile.