Sono settimane che la “manovra finanziaria” 2026/2027 incombe sulla politica italiana e il tormentone continuerà fino a dopo Natale, quando verrà approvata con il solito voto di fiducia.
Visto che finisce sempre così, qualsiasi sia il governo in carica, perché allora non chiederlo subito chiudendo la pratica a ottobre, anziché perdere settimane?
Sappiamo tutti che le successive correzioni alla “finanziaria” sono solo il frutto di pressioni di questo o quel territorio, partito, categoria, comitato d’affari, tutte “mance” che alla fine diventano un gran costo per la finanza pubblica.
Tanto la sintesi di tutto è che quest’anno si spenderanno soprattutto più soldi per la difesa (obbligati dalla UE) e per contenere gli aumenti per i carburanti (sui quali la UE invece non interviene), per tutto il resto rimarranno solo briciole.
Un insulto al Parlamento il voto di fiducia anticipato? Vergognoso piuttosto che quando il ministro Giorgetti martedì 13 ottobre (ovvero in giorno di lavoro “pieno” alla Camera!) ha presentato la manovra 2027 in aula a Montecitorio erano presenti meno di VENTI deputati (su 400).






























