Sassi, bombe carta e sedie lanciate contro gli agenti.
Le immagini degli scontri in Piazza Duomo riaccendono il dibattito sulla sicurezza a Milano e provocano la dura reazione del generale Carmelo Burgio, candidato sindaco sostenuto da Futuro Nazionale, che punta il dito contro la sinistra e manifesta piena solidarietà alle Forze dell’Ordine.
“Quanto accaduto oggi in Piazza Duomo, con scene di guerriglia urbana, sassi, bombe carta e sedie scagliate contro gli agenti, è l’ennesima dimostrazione di una città che sta pagando a caro prezzo gli sfasci voluti dalla sinistra.
Esprimo la mia totale e incondizionata solidarietà agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine ancora una volta aggrediti mentre compivano il proprio dovere”.
Burgio contro la sinistra: “Manovalanza a basso prezzo”
Nel suo intervento, Burgio allarga la critica alle manifestazioni di protesta e alle politiche sociali, contestando quella che considera una gestione sbagliata delle risorse pubbliche e dei fenomeni migratori. Il generale denuncia inoltre il clima di ostilità nei confronti delle forze di polizia e carabinieri, chiamate a intervenire nelle piazze per garantire l’ordine pubblico.
“Oggi vediamo la sinistra armare manovalanza a basso prezzo per protestare e alimentare i tanti ‘ASKATAsfasci’ che essa stessa ha creato. Guardando le immagini di questi presunti studenti, con un’altissima percentuale di maranza e stranieri di seconda e terza generazione, ci si chieda perché il nostro welfare continui a essere saccheggiato per ‘aiutare’ in tutti i modi parenti e amici di immigrati che nulla hanno mai versato, mentre i lavoratori italiani faticano ad arrivare a fine mese con stipendi bassi”.
Parole che collocano la sicurezza urbana al centro della battaglia politica di Burgio, con un richiamo diretto alle condizioni economiche delle famiglie italiane e al rapporto tra assistenza sociale, immigrazione e tutela dei cittadini.
Il richiamo a Pasolini: “I veri proletari sono i poliziotti e i carabinieri”
Il candidato sindaco richiama infine il pensiero di Pier Paolo Pasolini per sostenere la necessità di una maggiore attenzione verso gli uomini e le donne in divisa. Un passaggio che sintetizza la sua posizione: chi garantisce la sicurezza nelle strade, sostiene Burgio, non può essere lasciato solo di fronte alle aggressioni.
“In piazze come questa, dove oggi i poliziotti sono stati aggrediti un po’ ovunque, torna quanto mai attuale l’insegnamento di Pasolini: i veri proletari sono i poliziotti e i carabinieri che stanno in strada a prendersi pietre e bastonate per stipendi da fame, non certo i signori studenti universitari coi soldi dei genitori. A Milano serve una svolta immediata: basta tolleranza verso chi devasta la città, tolleranza zero contro le aggressioni e rispetto assoluto per chi difende le Istituzioni”, conclude Burgio.
Il messaggio politico del generale è netto: la sicurezza deve diventare una priorità per Milano, attraverso una risposta ferma contro le violenze e una tutela senza ambiguità delle Forze dell’Ordine. Un tema destinato a pesare nel confronto politico cittadino, soprattutto nel dibattito sulle responsabilità delle amministrazioni e sulle strategie da adottare per contrastare il degrado e gli episodi di guerriglia urbana.






























