Pd ai ferri corti, rischio scissione? Renzi: ‘stop correnti, cambiamo l’Italia’ (VIDEO)

Infuocata direzione del Pd, dopo le ultime polemiche interne al partito. Con un Matteo Renzi agguerritissimo che, come altre volte ha dimostrato, non ha peli sulla lingua. E anche ai suoi non le manda a dire. "Questo partito non starà fermo per i diktat della minoranza", assicura il presidente del Consiglio e leader del Pd. E aggiunge: "Chi vuole cambiare il segretario si può mettere il cuore in pace. Ha tempo da qui al 2017. Chi vuole cambiare il governo si può mettere il cuore in pace. Ha tempo da qui al 2018. Ma chi vuole cambiare l’Italia, per cortesia, venga a darci una mano".

Migliorare il Paese. Con le riforme. Questo vuole fare Renzi. Che è stufo delle battaglie fra correnti. "Cari democratici – dice alla platea della direzione – non siete qui per discutere tra una corrente e l’altra, siete qui per cambiare l’Italia".

Parlando di attualità politica, facendo riferimento all’inchiesta che sta facendo tremare Roma, Mafia Capitale, Renzi afferma: “Non sono solo indignato, sono schifato. Se siamo un Paese serio, l’indignazione e lo schifo non ci basta. Chiedo ai magistrati di arrivare velocemente ai processi e alle sentenze". E a proposito di magistrati: “Leggo le loro interviste, che sono utili, ma credo che in Italia i magistrati debbano parlare un po’ di più con le sentenze e un po’ meno con le interviste”.

"Io quando non dormo la notte non e’ perche’ penso a Matteo Salvini, ma a Matteo Messina Denaro. La lotta alla mafia va fatta tutti i giorni". E sul Quirinale: "Mettere in dubbio il Capo dello Stato, Colle, come istituzione e luogo di garanzia e tutela e’ stato l’errore piu’ grave compiuto da alcune forze politiche in questi mesi". "Questo parlamento e’ nelle condizioni di poter eleggere il presidente della Repubblica. Non ho alcun dubbio che il Pd andra’ a parlare con le altre forze politiche per trovare il garante dei prossimi anni".

A proposito di riforme: "Ricordo cosa diceva l’Ulivo sul bicameralismo", ma mi chiedo "come si possa aver perso 20 anni di tempo senza aver realizzato le promesse delle campagne elettorali. Abbiamo perso 20 anni di tempo. Adesso – conclude Renzi – dobbiamo recuperare il tempo perduto".

LA MINORANZA La minoranza Pd resta comunque sulle barricate. Nei giorni scorsi qualcuno ha iniziato a parlare seriamente di scissione. Pippo Civati, prima di entrare per partecipare ai lavori, spiega: “Non c’e’ nessuna intenzione di bloccare il gioco o di bloccare Renzi. Casomai mi blocco io. Non e’ una questione personale ma una questione politica. Gli elettori che hanno votato per me chiedevano altro". “C’è un problema nel Pd, c’è una deriva", il Pd – continua – “può tornare ad essere una forza di centrosinistra”.

Stefano Fassina, rivolgendosi direttamente al premier Matteo Renzi durante l’assembela: “A me pare che il presidente del consiglio cerchi dei pretesti per arrivare al voto anticipato: e’ inaccettabile la delegittimazione morale e politica che ogni volta fai in questa sede nei confronti di chi ha idee diverse dalle tue. Non ti permetto piu’ di fare caricature, la minoranza non fa diktat, non vuole andare ad elezioni e non vuole fare cadere il governo. Smettila di scaricare le responsabilita’ sulle spalle di altri".

Gianni Cuperlo non ha evitato di toccare il tema delle polemiche interne al partito nel suo intervento all’Assemblea del Pd: “Nessuno cerca il fallimento delle riforme o vuole la palude. Il punto è aiutare il Paese con buone riforme. Una parte di noi si è mossa in questo solco. Non rallentare, mugugnare. Migliorare". E chiarisce: "Mi batto dentro il mio partito. Serviamo tutti, gli uni agli altri. Capirlo, evitando annunci roboanti di una Assemblea che per fortuna non è una resa dei conti, dovrebbe essere responsabilità fondamentale della classe dirigente".

Rosy Bindi: “Nessuno vuole che il Paese resti nella palude. Nessuno vuole fermare le riforme e nessuno vuole ritardare, vogliamo fare presto ma bene, perchè stiamo cambiando la Costituzione. Non vogliamo frenare nulla, non siamo i gufi, vogliamo solo che tutti vengano ascoltati, perchè stiamo facendo riforme importanti".

NORMA ANTI-SCISSIONE Norma anti-scissione al voto dell’assemblea nazionale. Il tesoriere nazionale Francesco Bonifazi legge ai delegati le modifiche statutarie che sono chiamati ad approvare oggi. Una di queste riguarda l’utilizzo del simbolo. E recita: "Il segretario del Partito e’ titolare del simbolo e ne autorizza l’utilizzo". Bonifazi spiega che "si tratta di mettere per iscritto una cosa che valeva gia’ per prassi".