Passa manovrina, 1,6 miliardi per salvare rapporto deficit/Pil

Poco più di un miliardo e mezzo (1,6 per la precisione) per garantire il rientro all’interno del 3% del rapporto deficit/Pil, ed evitare nuove procedure d’infrazione da parte dell’Europa. Il Senato approva in via definitiva la cosiddetta ‘manovrina’, con numeri che servono anche a testare la solidità della nuova maggioranza, nel giorno della nuova fiducia al governo Letta e in cui anche in Scelta Civica si sancisce la scissione: 150 voti favorevoli, 122 contrari e 4 astenuti, con Gal, Sel, M5S, Lega Nord e Forza Italia che si sono opposti al provvedimento. Che prevede anche la correzione dei conti pubblici attraverso tagli ai Ministeri e una stretta al patto di stabilità interno dei comuni. E che per il Pd era necessaria, spiega Giorgio Santini, capogruppo del Pd nella commissione Bilancio, perché "crediamo che rispettare gli impegni con i partner europei sia una scelta di serietà, che ci potrà consentire di far valere le ragioni del nostro Paese, di uscire dalla subalternità dei governi precedenti, in particolare dell’esecutivo Berlusconi e di riuscire a cambiare le regole per un futuro diverso e di sviluppo per l’Italia e per l’Europa". La maggioranza giudica dunque positivamente la distribuzione del peso del riequilibrio, a carico per 2/3 del bilancio dello Stato e per 1/3 degli enti locali, e che l’accelerazione del pagamento dei debiti della Pa sia "un punto chiave per l’aggancio della ripresa da parte dell’Italia: si prevede una tempistica e il pagamento delle quote 2014 entro il 31 marzo".

Ma la manovrina contiene anche provvedimenti sull’immigrazione, in particolare relativi all’accoglienza dei minori non accompagnati e delle donne in gravidanza. Si conferma dunque l’alleanza con la nuova formazione del Nuovo Centrodestra, con Antonio D’Alì che spiega come "questo provvedimento è assolutamente propedeutico ed indispensabile alla definizione della legge di stabilità e affronta, oltre ai temi della stabilità economica per il 2014, anche il tema dell’immigrazione e delle urgenze dettate dalla recrudescenza del fenomeno degli sbarchi e dalle necessità di provvedere alle relative spese cui il nostro Paese è sottoposto". Su questo punto Paolo Barani (Gal) ha posto però l’accento sulla disomogeneità di un decreto che nella parte relativa al problema dell’immigrazione prevede nuovi finanziamenti a pioggia anziché puntare sulla prevenzione degli sbarchi. Contraria Forza Italia, per la quale la manovra "non aiuta a garantire la stabilità e non presta la dovuta attenzione alle Forze dell’ordine" dice Anna Bonfrisco.