Italiani all’estero, Usa: l’ambasciatore Bisogniero porta l’Italia in tour

La realtà italiana negli Stati Uniti è più grande di quello che si possa pensare. E non è solo rappresentata dalle nostre eccellenze, gastronomia, motori, abbigliamento. La moda italiana, nel senso più ampio del termine, non si esaurisce tra Dolce&Gabbana e Ferrari, va molto oltre e testimonianze, a volte sottovalutate, ce ne sono quotidianamente. In tutti i campi, si può dire senza il pericolo di passare per presuntuosi, c’è una eccellenza italiana, lo dimostrano i successi che la nostra industria ottiene negli States. Nomi importanti, e anche meno conosciuti, della imprenditoria italiana, quando arrivano negli USA sono apprezzati, seguiti, invidiati.

Certo, c’è una domanda che può essere senza risposta o averne troppe: ma perchè non si riesce ad ottenere lo stesso anche dentro i nostri confini? Lasciamo il punto interrogativo, e ci soffermiamo (è anche meno complicato) su quello che l’Italia sta facendo negli Stati Uniti. Tanto, con presenze sempre più numerose nel vasto territorio americano.

Industrie italiane, nel Maryland come nel Kentucky, nel Tenneessee e nella Florida, ma anche nell’Ohio e in Pennsylvania.

Un elenco che potrebbe continuare e che sicuramente, nel 2015, avrà nuovi interessanti capitoli. L’Italia, negli Stati Uniti, è ancora, nonostante tutto, un Paese di successo. E per accentuare questa caratteristica positiva, ecco che Claudio Bisogniero, il nostro ambasciatore a Washington, anche sul finire di quest’anno, ha continuato il suo ‘tour’ negli States, una maniera per far conoscere meglio l’Italia. Non era mai successo finora che un ambasciatore italiano si fermasse nel North Dakota: l’altra settimana Bisogniero ha parlato agli studenti della University of Mary di Bismarck. Un ateneo che non è stato scelto a caso, ma che ha già un legame italiano dal momento che a Roma ha aperto un campus per i propri studenti.

L’intervento del nostro ambasciatore è stato seguito da decine di universitari raccolti nel business school auditorium e se da una parte ha incoraggiato la popolazione studentesca ad andare in Italia, anche, se non soprattutto, ha puntato l’attenzione sull’aspetto economico. "Voglio esplorare – ha detto – il campo degli investimenti commerciali, vedere quali sono le opportunità. Penso che sia importante per l’Italia, ma anche per il North Dakota, ci sono molte cose che possiamo fare assieme".

Un punto questo che passa attraverso un nuovo accordo di libero scambio tra Europa e Stati Uniti che, se arriverà  all’attuazione, porterà ad entrambe le economie 130 miliardi di dollari. Si tratta, per lo più, di una semplificazione degli aspetti burocratici, superati i quali diventerebbe più facile per le aziende esportare. "Se produci asciugacapelli negli Stati Uniti – è l’esempio portato da Bisogniero – lo devi certificare qui, ma se vuoi vendere anche in Europa devi passare attraverso l’intero processo un’altra volta. Un ostacolo che tante imprese non possono, per mancanza di tempo o di denaro, o di entrambi, ripetere due volte". Ecco allora che se l’accordo entrerà in vigore, basterà una certificazione per poter entrare in due mercati e con la nuova normativa l’export del North Dakota potrebbe avere un aumento del 18% con la creazione di 3.000 nuovi posti di lavoro.

C’è poi il discorso energetico: l’Italia potrebbe attingere proprio dal North Dakota, dove il boom petrolifero è sotto gli occhi di tutti, ma in questo caso dipende dal governo degli USA, dal momento che è ancora in vigore un ormai vecchio divieto di esportare petrolio greggio. Oltre ai rapporti di import-export, Bisogniero ha anche puntato il dito su un paio di aspetti importanti: ci si aspetta dal North Dakota una presenza all’Expo di Milano del 2015, ma anche qualche corso di italiano, visto che nello stato, attualmente non ce ne sono. Ma se il North Dakota potrebbe diventare un importante partner commerciale dell’Italia, il Minnesota, altra tappa da ‘prima volta’ del nostro ambasciatore, continua a crescere d’importanza nei nostri confronti. "I rapporti commerciali tra Italia e Minnesota – ha spiegato dopo aver incontrato, tra gli altri, anche il sindaco di St. Paul Chris Coleman – stanno andando bene, sono in crescita, sani, ma possiamo fare ancora meglio". Infatti secondo i dati che si riferiscono al 2013, l’export del Minnesota verso il nostro Paese è cresciuto del 4%, arrivando a 254 milioni di dollari e l’Italia rappresenta il 18º partner più importante per l’economia dello stato.