Italiani all’estero, ReteDonne: “Nel nuovo CGIE sia rappresentata la voce delle donne”

“Desideriamo che siano elette donne portatrici di istanze politiche atte a realizzare le pari opportunità, al miglioramento della vita delle comunità italiane all'estero”

L’associazione ReteDonne si impegna da anni per sostenere la partecipazione delle donne in tutti i settori della vita sociale e politica in Germania e in Europa.

In vista del rinnovo del Comitato Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) “desideriamo che siano elette donne portatrici di istanze politiche atte a realizzare le pari opportunità, al miglioramento della vita delle comunità italiane all’estero, alla valorizzazione delle risorse, esperienze e competenze acquisite nella migrazione e nella mobilità e allo scambio fruttuoso con l’Italia e le istituzioni” si legge in una nota di ReteDonne che ha parlato con alcune candidate al CGIE: Katia Letizia, Francoforte, Consigliere ComItEs; Luisa Mantovani, Lipsia, primario della Clinica di oncologia medica e ematologia, fondatrice del Centro Culturale “Kunstkraftwerk” di Lipsia; Edith Pichler, Berlino, Centre for Citizenship, Social Pluralism and Religious Diversity dell’Università di Potsdam, ha studiato all ́Otto-Suhr Institut della Freie Universität di Berlino conseguendo il Ph.D. (Dr. Phil.) in Scienze Politiche e l ́Abilitazione Scientifica Nazionale come Professore Associato per Sociologia dei processi economici e del lavoro; Marilena Rossi, Dortmund, Presidente e coordinatrice del Patronato Ital Uil Germania; Luciana Stortoni, Colonia, PhD in Scienze politiche e sociali, si occupa di cooperazione accademica con i paesi in via di sviluppo.

“Siamo entusiaste delle competenze, della creatività e lungimiranza di tutte queste donne, da anni attive in vari campi che hanno raggiunto obiettivi altissimi e molti altri se ne pongono. Auspichiamo – spiega ReteDonne – a un vero rinnovo del Comitato Generale degli Italiani all’Estero, nel quale la voce delle donne sia rappresentata in maniera equa – e non un mero 18,6% come nell’ultima tornata”.

ReteDonne sostiene però queste donne “non solo in quanto donne, ma perché portatrici di competenze altissime e di un’altra prospettiva, in grado di apportare un vero cambiamento di paradigma. Invitiamo pertanto i/le votanti attivi/e delle associazioni iscritte all’albo consolare e dei ComItEs a abbandonare le logiche di accordi dietro le quinte, e a votare queste candidate, riconoscendone il grande valore e il potenziale”.