Italiani all’estero, Comites: perché no a nuove liste? – di Nello Passaro

Nell’informare ufficialmente l’opinione pubblica italiana è stato fatto presente, al di là della verità conosciuta a tutti coloro che trafficano nei meandri del mondo dell’emigrazione e nei salotti politici romani, che l’unico  motivo per cui si è previsto di procrastinare le elezioni dei Comites è determinato dalla necessità di consentire una campagna informativa più lunga onde  favorire una partecipazione più estesa.

Ora, con discorsi alquanto forzati e pretestuosi, considerando evenienze che con una apposita normativa potrebbero essere escluse, e minacciando, con forzature pseudo-giuridiche, eventuali ricorsi massicci al Tar, si ritiene, da più parti, che non sia possibile presentare altre liste. Perchè questa preclusione che si contrappone all’obiettivo che ha determinato il rinvio? Si sta solo giocando con i soldi dei contribuenti. Nove milioni di euro per offrire questo spettacolo gridano vendetta!

Se si accetta il rinvio, se esso rappresenta un’evenienza certa, allora nessun condizionamento. Che si rispetti, senza se e senza ma, la motivazione per cui esso è stato ritenuto opportuno, o si è condiviso, accettandolo.

La partita, che era stata rinviata, incomincia adesso. Le squadre presentano i loro giocatori. Le liste presentate sono valide. Laddove si dovesse sentire la necessità di aggiungerne altre, ben vengano. Laddove non sono state presentate, si offre  ancora un’ultima opportunità. E’ ovvio che bisognerebbe armonizzare con una apposita normativa il tutto, onde evitare irregolarità, ma in ogni caso non bisognerebbe condizionare e limitare l’allargamento della partecipazione alle elezioni, che la limitazione della presentazione di altre  liste potrebbe tuttavia comportare.

Gli stessi candidati delle liste presentate dovrebbero essere felici di allargare la competizione in modo che la loro rappresentanza risulti più qualificata, così come allo stesso modo risulterebbe quella dei loro Comites di appartenenza, a meno che non vogliano essere rappresentanti solo di se stessi e competere per  il solo diritto alle poltrone.

Certo che, mettendo in scena questi copioni, gli spettatori diminuiscono a poco a poco anche se lo spettacolo diventa sempre più divertente! Stando così le cose, appare molto difficile il riscontro di un salto di qualità che l’emigrazione è chiamata a fornire per superare la sua condizione di subalternità e superare quei condizionamenti che ne frenano il suo progresso.