Italiani all’estero, Comites: Giro dovrebbe dimettersi? – di Ricky Filosa

Il Pd Svizzera si chiede come mai nessuno finora abbia chiesto le dimissioni del sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Mario Giro. Michele Schiavone, segretario del Partito Democratico in terra elvetica, a proposito di come Giro abbia gestito le elezioni dei Comites, in una nota scrive: “Proprio per la faciloneria con cui questa vicenda rischia di passare in cavalleria come se si trattasse di un piccolo peccato veniale, chiediamo seriamente al governo se il sottosegretario Mario Giro sia la persona giusta, al posto giusto nel momento giusto”.

Ricordiamo che il governo ha organizzato il rinnovo dei Comites in fretta e furia, nonostante fin dall’inizio in molti avessero suonato l’allarme – “Così si rischia di mandare tutto per aria, questa è una pagliacciata, voteranno pochissimi connazionali” -, per poi rinviare tutto: non si vota più a dicembre, ma nella primavera del 2015. Per gli addetti ai lavori, ma non solo, è stata una doccia fredda. Tant’è. Adesso si voterà ad aprile (forse), per Giro “attendere tre mesi in più non è una tragedia, potranno iscriversi più italiani al registro elettorale e avremo dei Comites più rappresentativi”. Forse è vero, ma il governo non poteva pensarci prima? “Dovevamo vedere i numeri”, risponde Giro intervistato da ItaliaChiamaItalia. Visti i numeri, la Farnesina ha deciso di mandare tutto a monte.

Così il Pd Svizzera critica con forza il sottosegretario agli Esteri, che fa parte di un governo a guida Pd. A quanto pare Giro non piace nemmeno a chi fa parte della maggioranza di governo. Eppure fino a qualche giorno fa parlamentari Pd parlavano di "svolta" e dedicavano litri di saliva a questo governo "che fa il bene degli italiani nel mondo"… Sì, vabbeh, in politica se ne sentono tante che ascoltare Laura Garavini – deputata Pd eletta in Europa – tessere le lodi di un governo che fin dall’inizio ha deciso di massacrare gli italiani all’estero non è nemmeno tanto strano. Su Italiachiamaitalia.it l’abbiamo già evidenziato: anche quelli del Pd si sono ormai resi conto che questo governo non fa l’interesse degli italiani nel mondo. Peccato se ne siano accorti solo quando Renzi ha deciso di tagliare fondi ai patronati, serbatoi di voti della sinistra. Così va il mondo, dalle parti di Garavini e compagni.

Dichiara Giro a ItaliaChiamaItalia: “Ho ricevuto solo commenti positivi sulla decisione del governo di rinviare le elezioni dei Comites, innanzitutto dal Cgie e da quasi tutti i Comites”. Gian Luigi Ferretti, coordinatore MAIE in Europa e membro del Comitato di presidenza del CGIE, su Facebook commenta: se Giro ha detto così, “allora o è un visionario o è un gran bugiardo”. Michele Schiavone, oltre a essere responsabile del Pd in Svizzera, è anche consigliere CGIE: e di certo non le manda a dire quando parla di un sottosegretario incapace, a suo dire, di gestire la vicenda Comites. Dunque, a chi credere?  Chi, nel CGIE, avrebbe inviato a Giro “commenti positivi” riguardo la decisione del governo di rinviare le elezioni dei Comitati degli italiani all’estero?

Intanto un paio d’ore fa un nuovo colpo di scena: Maria Bernasconi, presidente del Pd in Svizzera, di fatto smentisce quanto dichiarato da Schiavone. "La segretaria del Partito Democratico in Svizzera – scrive Bernasconi -, seppur critica per le modalità con le quali si è giunti al rinvio delle elezioni dei Comites, concorde nel chiedere di mettere uno stop alla presentazione di nuove liste al di là di quelle che sono state già presentate, non ha mai richiesto di chiarire la posizione del Sottosegretario Mario Giro". E ancora: "non vi è alcuna presa di posizione da parte della Direzione Nazionale del partito in Svizzera, finora non convocata per la discussione di questo specifico argomento". Conclusione? "Sorgono dubbi sull’eventuale messa in circolo del comunicato stampa" di Schiavone, "oppure trattasi di una personale visione interpretativa del redattore". Insomma, un ennesimo casino targato Pd.

Cari lettori, siamo alla frutta. Come ItaliaChiamaItalia puntiamo da sempre la lente su situazioni indecorose e intricatissime, ma nessuno si impegna davvero a sciogliere i nodi che vengono al pettine e che evidenziamo. Gli eletti all’estero del Pd, che sono la maggioranza, e che dovrebbero avere un ruolo fondamentale nella difesa degli italiani nel mondo e nel gioco di squadra tra loro, sono solo schiavi di partito, burattini nelle mani del segretario di turno, e sono così accecati dal potere e dai privilegi derivanti dalla poltrona che occupano, da non capire che stanno perdendo persino il consenso della propria base elettorale. Una poltrona in Parlamento non dura in eterno, ma forse a loro basta il presente: intanto sono lì nel Palazzo a godersi tutte le garanzie del potere e problemi non ne hanno, mentre gli italiani all’estero sono vittime della loro inettitudine e di un governo che non sa più che pesci pigliare. Forse è meglio lasciar perdere tutto e volare ai Caraibi, per dimenticare almeno per un po’ questa gente immeritevole che ci fa solo sciupare il nostro tempo. 

Twitter @rickyfilosa