Isis, il terrore arriva in casa nostra coi barconi – di Leonardo Cecca

L’Isis questa volta ha colpito duro e, come al solito, con la ferocia disumana che lo contraddistingue; c’era da aspettarselo, come chi ha appena un barlume di ragione, anche se non comodamente seduta su un’importante poltrona, paventava. I grandi personaggi, i soloni del nostro governo ed i parlamentari con tanto di scorta, cioè coloro ai quali i cittadini si sono affidati, invece di pensare a valide misure di sicurezza e di normalizzare il flusso migratorio, almeno con una semplice procedura di identificazione, hanno mascherato la loro inettitudine dedicandosi a discussioni, pure se importanti, non certamente prioritarie, come ad esempio le nozze gay, la cultura gender ed altre questioni, che tanto spazio trovano nelle limitate menti del democraticamente corretto e del radical chic.

Nessuno di questi personaggi ha temuto che in mezzo a immigrati disperati potevano, come sicuramente è successo, mescolarsi elementi dell’Isis e, pertanto, facendosi spernacchiare anche dagli altri stati membri dell’Ue ha fatto di tutta l’erba un fascio ed ora sicuramente siamo ben lontani da quella sicurezza sulla quale con fantasiosi ragionamenti il ministro Alfano cerca di tranquillizzare.

L’aver pensato solo a far entrare tutti, come è successo, oltre ad essere un fatto non umanitario ma, soprattutto, economico, vedasi il magna magna che si è innescato, è un modo di fare semplicemente utopistico, che ritroviamo in certe esternazioni di alcuni mesi or sono della Boldrini: "l’Europa deve tornare ad essere un grande sogno, un crocevia di popoli e di cultura", "i migranti sono un elemento umano di globalizzazione. Loro sono l’avanguardia di uno stile di vita che presto sarà quello di ognuno di noi", e sul trattamento dei nuovi ospiti: "Non possiamo, senza una insopportabile contraddizione, offrire servizi di lusso ai turisti abbienti e poi trattare in modo, a volte inaccettabile, i migranti che giungono in Italia dalle parti meno fortunate del mondo, spesso in condizioni disperate”.

Possiamo aggiungere anche le affermazioni della Mogherini: "Una politica di accoglienza seria ed efficace è un modo concreto di combattere il terrorismo". Tutta aria fritta solo per darsi un po’ di visibilità; avessero almeno il pudore di non pretendere più la scorta.