Imu italiani all’estero, Tacconi (M5S): basta discriminare i connazionali

Intervenendo ai lavori della III Commissione (Affari Esteri) che questa mattina era chiamata a discutere, in sede consultiva, il Decreto Legge sull’IMU, l’On. Alessio Tacconi – deputato del Movimento 5 Stelle eletto nella ripartizione estera Europa – ha espresso un giudizio complessivamente negativo sull’impianto del decreto, evidenziando che l’abolizione dell’IMU sulla prima casa non apporterà benefici agli Italiani che saranno presto tartassati da nuovi balzelli, come la service tax, di cui ancora non si conosce né l’entità, né il campo di applicazione, né i soggetti attivi e passivi.

“Se poi si considerano i tagli effettuati ai bilanci dei Ministeri per trovare la copertura finanziaria – ha aggiunto Tacconi – ci si rende immediatamente conto che non solo tale abolizione non produce alcun effetto positivo per le finanze delle famiglie, ma si traduce anche, inevitabilmente, in un taglio dei servizi alla collettività”.

Il Deputato ha inoltre evidenziato l’iniquità del provvedimento nei confronti dei cittadini italiani residenti all’estero la cui unica casa di proprietà in Italia è considerata seconda casa. Ha rilevato che la norma costituisce una palese ingiustizia perpetrata contro una categoria di cittadini che ha contribuito non poco, con le proprie rimesse, al rilancio economico dell’Italia. In tutta risposta, aggiunge Tacconi, “l’Italia li considera cittadini privilegiati su cui si può impunemente abbattere la scure di una tassazione penalizzante, che, aggiunta alle altre tasse e tributi che gravano sulla casa, potrebbe costringerli a disfarsi delle quattro mura costruite con affetto e nostalgia”.

Tacconi annuncia perciò che proporrà un emendamento in Commissione Bilancio – già anticipato questa mattina in Commissione Esteri – perché, come già previsto dall’art. 2 comma 5 del Decreto Legge per alcune categorie di cittadini (come le forze di polizia, dei vigili del fuoco e del personale appartenente alla carriera prefettizia), si prescinda dalla residenza anagrafica e dalla dimora abituale anche per i cittadini italiani residenti all’estero, equiparando quindi l’unità immobiliare da loro posseduta in Italia all’abitazione principale ai fini della disciplina in tema di IMU.