Imu italiani all’estero, sì a intervento urgente presso nuovo governo – di Nello Passaro

Insensata, inutile e contraddittoria, a mio avviso, la proposta di legge di riforma dell’Imu per gli italiani all’estero fatta dall’on. Garavini, componente dell’Ufficio di Presidenza del gruppo PD alla Camera, a firma anche di altri suoi colleghi. Non mi risulta l’esistenza di una legge che abbia previsto la regolamentazione dell’Imu per gli italiani all’estero. Non esiste una legge del Parlamento italiano che discrimini gli italiani all’estero. Esistono invece comportamenti normativi contradditori, discriminanti e miopi, operati nel tempo dai vari governi. E’ solo in questo contesto, a mio avviso, che debbono – volendo – essere trovate le cause e le soluzioni.

Quindi sarebbe urgente, anzi urgentissimo, da parte dei nostri rappresentanti eletti, attivarsi presso il nuovo governo, già nei prossimi giorni, quando sarà deciso il rinvio della rata sulle prime case, cercare di ottenere un rinvio del pagamento dell’Imu a favore degli italiani all’estero, impegnando il nuovo governo a far chiarezza sulla questione IMU, eliminando innanzitutto la facoltà concessa dal governo Monti ai Sindaci di stabilire se le abitazioni non locate degli italiani all’estero iscritti all’AIRE dovevano essere considerate come prima o seconda casa. 

E’ stato il governo, nessuna legge, ad iniziare ed alimentare quel trattamento discriminatorio esistente a favore di circa l’80% degli italiani all’estero, discriminati sia nei confronti dei residenti sul territorio nazionale sia nei confronti degli altri connazionali all’estero a cui i loro Comuni hanno previsto di considerare le loro abitazioni in Italia come prima casa.

E’ opportuno quindi promuovere un chiarimento al riguardo nell’ambito della sede istituzionale dove questi provvedimenti si sono iniziati e palesati.

Sono state, poi, delibere o interpretazioni da parte dei Sindaci dei vari Comuni a mettere in essere questa situazione discriminatoria, senza neanche tener presente le nostre ragioni che, invano, abbiamo cercato di sottoporre all’attenzione dei nostri cari Sindaci che, in modo spesso arrogante ed incivile, in tantissimi casi, non hanno ritenuto neanche di interloquire.