Oltre 129mila giovani italiani sono rientrati dall’estero negli ultimi anni. Un dato che torna al centro del dibattito sull’emigrazione italiana e che viene letto da Fratelli d’Italia come un segnale di cambiamento nella capacità dell’Italia di trattenere e riattrarre i propri cittadini.
A commentare i numeri è Lino Ricchiuti, vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, secondo cui il fenomeno dei rientri dimostrerebbe una maggiore attrattività del Paese.
Oltre 129mila giovani tornano in Italia
Il riferimento è allo studio della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, secondo il quale negli ultimi anni sono stati oltre 129mila i giovani tra i 18 e i 39 anni rientrati in Italia dopo un periodo trascorso all’estero.
Secondo Ricchiuti, si tratta di una generazione che per anni ha lasciato il Paese alla ricerca di opportunità professionali e personali.
«C’è una generazione di italiani che per anni è stata costretta a fare le valigie, convinta che l’Italia non avesse più nulla da offrire», afferma l’esponente di Fratelli d’Italia.
Oggi, sostiene, «quella generazione sta tornando perché le cose stanno cambiando concretamente».
Rientri e partenze, il rapporto cresce
Nel suo intervento Ricchiuti richiama anche il dato relativo al rapporto tra rientri e partenze, sottolineando una crescita di oltre il 50% rispetto al decennio precedente.
Il fenomeno dei giovani italiani che tornano dopo un’esperienza all’estero si inserisce in un quadro migratorio più articolato, nel quale l’emigrazione non rappresenta necessariamente un percorso a senso unico.
Per molti giovani, infatti, l’esperienza internazionale può diventare una fase della propria vita professionale prima del ritorno in Italia.
Ricchiuti: “L’Italia torna a essere attrattiva”
Per l’esponente di Fratelli d’Italia, i numeri rappresentano un segnale positivo.
«Oggi, sette giovani su dieci dichiarano con orgoglio di essere più soddisfatti nel nostro Paese di quanto non lo fossero all’estero», afferma Ricchiuti.
Il dirigente di FdI collega quindi il fenomeno alle politiche dell’attuale governo e sostiene che, con il Governo Meloni, chi era partito stia trovando «risposte, lavoro e prospettive serie».
Si tratta, tuttavia, di una lettura politica dei dati dello studio, che Ricchiuti utilizza per sostenere la tesi di una maggiore attrattività dell’Italia.
Dal lavoro alle imprese, la sfida è trattenere i giovani
Il tema dei rientri porta inevitabilmente al centro della discussione anche le condizioni che possono favorire la permanenza o il ritorno dei giovani italiani.
Lavoro, retribuzioni, possibilità di carriera, sostegno alle imprese e qualità della vita sono tra gli elementi che incidono sulle decisioni di chi sceglie se restare in Italia, partire oppure tornare dopo un’esperienza all’estero.
Ricchiuti rivendica in questo senso l’impegno di Fratelli d’Italia a sostegno del lavoro e delle imprese.
«Il nostro impegno continua senza sosta per sostenere il lavoro, le imprese e chiunque voglia rimboccarsi le maniche per far crescere l’Italia», sottolinea.
Emigrazione italiana, cambia il rapporto tra partenze e rientri
Il dato dei 129mila giovani rientrati aggiunge un elemento importante al racconto dell’emigrazione italiana.
Dopo anni caratterizzati da una forte uscita di giovani verso Germania, Regno Unito e altre destinazioni internazionali, una parte di questa generazione sta scegliendo di tornare.
Il fenomeno non cancella le difficoltà che continuano a spingere molti italiani a cercare opportunità all’estero, ma mostra come il percorso migratorio possa anche concludersi con un ritorno.
Ed è proprio sulla capacità di trasformare questi rientri in scelte stabili e opportunità professionali durature che si gioca una parte importante della sfida futura dell’Italia.





























