Enrico Letta, presidente del Consiglio incaricato, questa mattina presto si è recato a Palazzo Chigi, per poi giungere alla Camera dei Deputati. Nel suo ufficio di Montecitorio, al quinto piano del palazzo, Letta ha incontrato il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani. Secondo quanto si apprende, Bersani avrebbe chiesto al premier incaricato di comunicare al PdL che questo governo non dovrà nascere a tutti i costi.
Dopo Bersani, a Montecitorio e’ giunto il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, accompagnato dal segretario Angelino Alfano e da Gianni Letta. L’incontro dovrebbe servire per sciogliere gli ultimi nodi sulla formazione del governo. In mattinata, Alfano aveva fatto sapere che non c’e’ alcun veto del Pdl sulla presenza di Massimo D’Alema nel governo. “Dai giornali le solite mistificazioni – scrive Alfano in una nota -, dal Popolo della Liberta’ nessun veto a Massimo D’Alema perche’ non e’ nostra abitudine ingerire in casa altrui. Non si utilizzi il Pdl come pretesto".
Berlusconi dopo l’incontro con Letta ai giornalisti si dice "fiducioso" e annuncia: "non sarò ministro". Poi si intrattiene con una decina di giovani sostenitori rientrando a Palazzo Grazioli. I supporter, mentre l’auto blu rientrava nel cortile della residenza romana del leader Pdl, hanno gridato a gran voce il nome di Berlusconi che, appena sceso dalla vettura, si e’ incamminato a piedi verso l’uscita per salutare i fan. "Presidente, torni" gli hanno chiesto i giovani, in visita a Roma dalla Puglia. "Siamo stati anche alla manifestazione di Bari per farle sentire il nostro sostegno, torni che ne abbiamo bisogno". "Eccomi qua", ha risposto sorridente il Cavaliere che si e’ intrattenuto qualche minuto con loro concedendosi anche a qualche fotografia.
Intanto l’Italia aspetta di capire che davvero potrà nascere un esecutivo. “Forza Letta! Cerchiamo di farlo questo governo", è l’esortazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno, intervenendo alla trasmissione televisiva ‘Omnibus’, in onda su La7. "A questo punto – ha aggiunto -, anche dal centrodestra, bisogna tifare per Enrico Letta e sperare che esca fuori un governo decente nella composizione ma soprattutto con un programma serio. Quindi, forza Letta e speriamo che ce la faccia".
Roberto Maroni in un’intervista al Corriere della Sera dichiara: “Se il discorso di Enrico Letta ci convincera’ potremmo anche votargli la fiducia. Per una nostra apertura di credito al governo Letta – spiega – sono necessarie due condizioni tutt’altro che irrilevanti”. Quali? “No a certi nomi per noi indigeribili”, come Giuliano Amato e Mario Monti. E poi, continua il segretario della Lega, dipende dai contenuti del discorso del premier incaricato e “dagli impegni che si prenderà nei confronti del Nord”.
Letta al lavoro, dunque. E così è partito il conto alla rovescia per la nascita del governo. Dopo le ultime limature alla lista dei ministri, il presidente del Consiglio incaricato potrebbe sciogliere la riserva sulla formazione del nuovo esecutivo oggi – massimo domani – e procedere in giornata con il giuramento. L’esponente del Pd ha costantemente informato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano sullo svolgimento dei lavori e, dopo l’incontro di ieri durato più di due ore, oggi potrebbe presentare la nuova squadra alla guida del Paese. E il presidente incaricato Letta in questi giorni è al lavoro proprio per trovare la quadra su programma e nomine che mettano d’accordo Pd, Pdl e Scelta civica.
Se sciogliesse oggi la riserva per poi recarsi al Colle, Letta lavorerebbe domenica alla preparazione del discorso al Parlamento e lunedì ci sarebbe il voto di fiducia. Dovrebbe essere proprio questo, salvo colpi di scena, il percorso per consentire la nascita del nuovo esecutivo. Ricordiamo che sono tre i temi principali del programma illustrato dal premier incaricato ai partiti: l’emergenza economico sociale e le misure per far ripartire l’economia; le riforme politiche; una nuova linea di politica europea indirizzata verso la crescita e una maggiore unione tra i Paesi.
































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