Fisco, Squinzi (Confindustria): crescita impossibile senza equità

"Oggi il fisco frena l’economia. Faccio l’esempio dei capannoni: gli immobili strumentali all’attività d’impresa sono penalizzati dal carico fiscale più oneroso, dall’Imu alle imposte sui rifiuti, sul reddito ecc. Le imprese vogliono pagare le tasse, ma vogliono farlo in modo semplice e senza costi aggiuntivi". Lo afferma il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in una intervista al Sole 24 Ore. E prosegue: "Mi voglio rendere interprete del grido di dolore delle nostre imprese che operano sui mercati globali". Sottolinea che "la nostra evasione non dipende tanto dall’assenza di una morale fiscale degli italiani, quanto dalle caratteristiche specifiche del paese. Abbiamo un sistema fiscale eccessivamente oneroso e complesso, le tasse sono troppo elevate, sproporzionate rispetto ai servizi, espressione dell’eccesso di potere dello Stato. L’evasione è un male economico, distorce l’economia e l’allocazione delle risorse. Produce aliquote più elevate e adempimenti più onerosi per chi rispetta le regole".

Adempimenti che continuano ad aumentare a carico delle imprese e dei contribuenti onesti "a fronte di una scarsa efficacia deterrente sugli evasori: l’ultimo esempio è la responsabilità solidale sugli appalti. Persino l’Agenzia per le entrate si è espressa in favore dell’abrogazione: è inutilmente onerosa per le imprese e inefficace nel contrasto all’evasione".

Secondo Squinzi "bisogna rendere più equo e trasparente il rapporto tra fisco e imprese. E’ urgente farlo: altrimenti parlare di lotta all’evasione non ha significato. Non serve una lotta formale all’evasione fiscale, basata sul moltiplicarsi di adempimenti, controlli e sanzioni. Abbiamo bisogno di regole semplici e stabili invece dell’attuale giungla normativa che induce in errore e disincentiva la fedeltà fiscale. Non solo: va ripristinato un rapporto di fiducia tra fisco e contribuenti, abbandonando l’approccio vessatorio da polizia tributaria per tendere ad un modello di amministrazione fiscale e moderno".

Per il presidente di Confindustria "va assolutamente approvata" la delega fiscale: "La prima necessità per le imprese è avere un fisco più equo, più semplice, più chiaro. Su questo è stato fatto ancora troppo poco. Serve maggiore trasparenza sul fenomeno dell’evasione: apprezziamo che nella delega fiscale si introduca una metodologia pubblica e trasparente di rilevazione dei dati che consentirebbe di quantificare le somme derivanti dalla lotta all’evasione e di valutare l’efficacia delle strategie" ed anche "il sistema sanzionatorio tributario va rivisto".