La Repubblica Dominicana si conferma una destinazione strategica per le imprese italiane che guardano ai mercati dei Caraibi e delle Americhe.
A sottolinearlo è l’ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, Sergio Maffettone, che in un’intervista esclusiva al periodico dominicano EH+ ha tracciato le prospettive della cooperazione economica tra i due Paesi, indicando nell’energia, nella manifattura, nell’agroindustria, nelle infrastrutture e nell’innovazione i settori con le maggiori possibilità di sviluppo.
I numeri confermano il potenziale della relazione bilaterale
Nel 2025 gli investimenti italiani nella Repubblica Dominicana hanno raggiunto il livello record di 371,6 milioni di dollari, un risultato che, secondo Maffettone, riflette la crescente fiducia degli imprenditori italiani nelle opportunità offerte dal Paese caraibico.
Tra i fattori che favoriscono questa crescita, l’ambasciatore individua la stabilità macroeconomica e politica, un quadro giuridico che offre maggiori garanzie agli investitori, il dinamismo dell’economia dominicana e i solidi rapporti storici, culturali ed economici tra Italia e Repubblica Dominicana.

«Vedo questo record di 371,6 milioni di dollari non come un punto di arrivo, ma come un segnale che esiste un ampio margine per continuare a crescere», afferma Maffettone, indicando come obiettivo della sua missione diplomatica il consolidamento degli investimenti esistenti e l’attrazione di una nuova generazione di iniziative imprenditoriali a maggiore valore aggiunto.
Energia rinnovabile e manifattura: le opportunità per le imprese italiane
Tra le priorità individuate dall’ambasciatore figurano la manifattura, i macchinari industriali e le energie rinnovabili.
L’Italia dispone di competenze tecnologiche e industriali che potrebbero trovare nella Repubblica Dominicana un terreno favorevole, anche grazie alla posizione geografica del Paese e al sistema delle zone franche.
L’opportunità, spiega Maffettone, non consiste soltanto nell’esportare prodotti italiani, ma nel favorire investimenti capaci di creare attività produttive sul territorio dominicano, attraverso assemblaggio, trasformazione, assistenza tecnica e trasferimento tecnologico.

Le zone franche potrebbero diventare una piattaforma per le aziende italiane interessate a raggiungere i mercati dei Caraibi, dell’America Centrale e degli Stati Uniti.
Un modello che consentirebbe di valorizzare contemporaneamente il know-how industriale italiano e i vantaggi logistici e commerciali della Repubblica Dominicana.
Un ruolo importante spetta anche alla transizione energetica. Le imprese italiane potrebbero contribuire allo sviluppo delle energie solari ed eoliche, dei sistemi di accumulo, delle reti elettriche intelligenti e delle tecnologie per migliorare l’efficienza energetica.
«La Repubblica Dominicana combina stabilità, crescita e accesso strategico ai mercati dei Caraibi e dell’America», osserva l’ambasciatore, sintetizzando i principali elementi di attrattività del Paese per gli investitori italiani.
Accanto all’energia e alla manifattura, Maffettone individua prospettive interessanti nell’agroindustria, nella meccanizzazione agricola, nella conservazione degli alimenti e nella biomedicina, compresi i dispositivi medici e i servizi collegati al turismo sanitario.

La diplomazia economica per trasformare le opportunità in investimenti
Perché queste prospettive si traducano in risultati concreti, sarà necessario rafforzare il collegamento tra imprese, istituzioni e organizzazioni economiche dei due Paesi.
L’ambasciata intende lavorare all’organizzazione di missioni imprenditoriali e incontri B2B, in collaborazione con ProDominicana, la Camera di Commercio Dominico-Italiana, ICE e le associazioni di settore.
L’obiettivo è mettere le aziende italiane in contatto con progetti dominicani già individuati, favorendo incontri mirati, visite alle zone franche e la ricerca di partner locali.
In questa strategia rientra anche la Guida agli affari in Repubblica Dominicana, pubblicata nel febbraio 2026 e destinata alle imprese italiane interessate a conoscere le opportunità commerciali e le procedure per avviare attività nel Paese.
La cooperazione, secondo Maffettone, dovrà inoltre estendersi all’economia circolare, alla gestione dei rifiuti, alla sostenibilità industriale e alla formazione professionale. L’obiettivo non è limitarsi alla vendita di tecnologie, ma creare collaborazioni durature, trasferire competenze e contribuire alla crescita delle capacità produttive locali.
Un approccio che punta a generare benefici per entrambi i Paesi, attraverso nuove attività economiche, occupazione qualificata e una maggiore integrazione tra i rispettivi sistemi industriali.
Roma-Santo Domingo, la nuova rotta può rafforzare i rapporti economici
Un altro elemento destinato a incidere sulla relazione bilaterale è il collegamento aereo diretto tra Roma e Santo Domingo, previsto a partire dal 30 novembre 2026, inizialmente con una frequenza settimanale e successivamente con due frequenze.
Per l’ambasciatore, il valore della nuova rotta va ben oltre il turismo. Ridurre i tempi di viaggio e rendere più agevoli gli spostamenti può favorire i contatti tra imprenditori, investitori, istituzioni e centri di ricerca, facilitando la partecipazione delle aziende dominicane alle fiere italiane e le visite degli operatori italiani nel Paese caraibico.
La maggiore connettività potrà sostenere lo sviluppo di opportunità nei settori dell’energia, della manifattura, dell’agroindustria, delle infrastrutture, della tecnologia e del turismo sostenibile.
La sfida, sottolinea Maffettone, sarà accompagnare questa nuova possibilità con informazioni affidabili e iniziative imprenditoriali concrete, trasformando la vicinanza geografica resa possibile dal collegamento aereo in relazioni economiche più frequenti e durature.

Una relazione che guarda al lungo periodo
Nel delineare le prospettive della sua missione, l’ambasciatore punta a una cooperazione più strutturata, che non dipenda da iniziative isolate, ma possa contare su canali permanenti di dialogo tra istituzioni, imprese e università.
Particolare attenzione dovrà essere riservata alle piccole e medie imprese, ai giovani, alla formazione professionale e alla ricerca applicata. Anche la collaborazione in materia di sicurezza, contrasto alla criminalità organizzata transnazionale e innovazione tecnologica rientra nelle priorità indicate per i prossimi anni.
La Repubblica Dominicana, dunque, non viene considerata soltanto un mercato di destinazione per i prodotti italiani, ma un possibile punto di riferimento produttivo e logistico per l’intera regione caraibica e per altri mercati americani.
Il messaggio finale rivolto agli imprenditori italiani è chiaro: investire oggi significa cogliere le opportunità offerte da un’economia in crescita, da una posizione geografica strategica e da settori nei quali l’Italia può mettere a disposizione competenze, tecnologia e capacità d’innovazione.
Per Maffettone, il successo della cooperazione bilaterale non dovrà essere misurato soltanto dal numero degli accordi firmati, ma dalla loro continuità e dai risultati prodotti nel tempo. È questa la prospettiva con cui l’ambasciata intende accompagnare una nuova fase dei rapporti economici tra Italia e Repubblica Dominicana.





























