Con l’avvicinarsi di Croazia-Serbia, in programma a Zagabria il 22 marzo e valida per il Gruppo A di qualificazione ai Mondiali di calcio del prossimo anno in Brasile, sale la tensione e aumenta la paura per possibili violenze e scontri fra le due tifoserie, opposte da un odio che sembra insanabile e che risale al conflitto armato fra serbi e croati del 1991-1995, nel pieno del processo di disgregazione della ex Jugoslavia. Quello del 22 marzo sara’ il primo scontro calcistico fra le due nazionali dalla fine della guerra degli anni novanta, e questo contribuisce a far crescere i timori per possibili violenze ad opera delle opposte fazioni di hooligan, tristemente noti in tutta Europa.
Dopo le esortazioni dei giorni scorsi da parte del presidente dell’Uefa Michel Platini, che aveva inviato una lettera ai due primi ministri, il croato Zoran Milanovic e il serbo Ivica Dacic, con l’invito a fare di piu’ contro la violenza delle rispettive tifoserie, a lanciare un appello alla calma e al rispetto dell’avversario e’ stato oggi il presidente della Federcalcio croata (Hns), Davor Suker – ex attaccante della nazionale croata e del Real Madrid – che ha chiesto in particolare ai tifosi croati di non fischiare l’inno nazionale serbo in occasione della partita del 22 marzo. ‘Mi aspetto una partita segnata dal fair play sportivo. Mostriamo rispetto per l’avversario, e facciamo di tutto per isolare tutti gli hooligan. A Belgrado saremo trattati allo stesso modo di come loro verranno accolti qui da noi’, ha detto Suker in un’intervista all’agenzia serba Tanjug. ‘Vorrei tanto avere la bacchetta magica per fare in modo che non venga fischiato l’inno serbo’, ha aggiunto Suker. Il quale ha sottolineato l’amicizia che lo lega al presidente della Federcalcio serba Tomislav Karadzic e al segretario generale Zoran Lakovic. ‘Abbiamo la stessa missione di contrastare la violenza e gli hooligan nei nostri due Paesi, e un’atmosfera sportiva e di autentico fair play nei due incontri fra le nostre nazionali sarebbe una cosa bellissima’. La partita di ritorno fra Serbia e Croazia e’ in programma il 6 settembre prossimo a Belgrado.
Ieri i ministri dell’interno e dello sport croati avevano criticato l’iniziativa di Platini, definendo ‘diplomaticamente inadatto’ il modo con cui si era rivolto al premier Milanovic, invitandolo con una lettera a lottare con maggiore energia contro gli hooligan. Tutti i 35 mila biglietti per l’incontro del 22 marzo a Zagabria sono stati venduti nel giro di poche ore lo scorso 21 febbraio, mentre per l’alto rischio di incidenti le due Federazioni hanno deciso di comune accordo di non organizzare trasferte di tifosi per entrambi gli incontri. La Croazia guida il Gruppo A di qualificazione ai mondiali con 10 punti insieme al Belgio, sei punti in piu’ della Serbia, terza.





























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