Messi. Sempre Messi. A dispetto degli scetticismi in patria, e’ lui ad aver segnato ieri, di rigore, due delle 5 reti con le quali l’Argentina ha battuto il Paraguay, vittoria che ha dato alla Seleccion il passaporto per il Brasile con due gare di anticipo. La partita, giocata allo stadio ‘Defensores del Chaco’ di Asuncion, e’ finita 5-2 e non ha avuto storia: il Paraguay era gia’ fuori corsa dai mondiali e si trova d’altra parte in una difficile fase di transizione dopo l’addio alla squadra, ormai tempo fa, di Gerardo ‘Tata’ Martino, ora alla guida del Barcellona. Soprattutto nel secondo tempo, l’Argentina ha quindi travolto i paraguaiani, confermando di avere un attacco implacabile, proprio grazie a Messi e amici: dal ‘Kun’ Aguero a Angel De Maria, da Rodrigo Palacio a Enrique Lavezzi, senza contare Gonzalo Higuain, che ieri pero’ non ha giocato.
Ventotto delle 30 reti segnate finora nelle qualificazioni dall’Argentina, su 16 partite, hanno infatti la firma del poker Messi-Higuain-Aguero-Lavezzi. Ad Asuncion si e’ visto poi un grande Fernando Gago, padrone del centrocampo, in grado di dettare tempi e ritmo, sempre in perfetta sintonia con Messi, che e’ ora al secondo posto nella lista dei massimi goleador della sua nazionale: ha infatti 36 reti, 19 meno di Gabriel Batistuta. Quella argentina e’ in altre parole una nazionale nettamente a trazione anteriore. Forse troppo, visto i problemi evidenziati, ancora una volta, dalla difesa, incluso il portiere (Sergio Romero), ieri apparso chiaramente non all’altezza della situazione. A conferma dell’eccellente momento degli uomini di Sabella c’e’ il fatto che la squadra ha inanellato nelle qualificazioni dodici partite senza sconfitte. Sono d’altra parte ormai quasi 40 anni – da Germania ’74 – che l’Argentina ha un ruolino di marcia perfetto verso i mondiali.
































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